Televisione calabrese tra i canali che fanno "disinformazione filo-russa"
Nel bollettino sulla disinformazione nel conflitto russo-ucraino prodotto dal Dis – il Dipartimento delle informazioni per la sicurezza – desecretato su indicazione del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Franco Gabrielli – vengono citati alcuni italiani, in tutto sei, ma anche l’ambasciata russa in Italia e, tra i nuovi trend, “l’ingerenza e la manipolazione informatica russa” che continua a declinarsi “verso l’esterno, puntando anche all’utilizzo di risorse intellettuali di pregio, nella forma di cittadini russi residenti all’estero”. Tra i nomi di reporter, blogger e di un’eurodeputata nell’ambito di un’analisi a trecentosessanta gradi sulle narrative pro-Cremlino attraverso i social e i media tradizionali, dai canali Telegram alle interviste in tv, condivise con post finalizzati alla propaganda filorussa, è stata citata anche una tv calabrese.
Come riportato dal Fatto Quotidiano, si tratterebbe di Visione Tv, definito “canale del sito web di disinformazione italiana“. La redazione è stata oggetto – il 10 e il 16 maggio scorsi – di sopralluoghi dei carabinieri di Gioia Tauro che, su delega della Procura di Perugia, hanno acquisito informazioni circa la pubblicazione di una video-intervista di 32 minuti – andata in onda il 28 ottobre 2021 – allo scrittore Davide Rossi, autore del libro La Fabian Society e la Pandemia. Il titolo del servizio è “Davide Rossi: ‘Roberto Speranza riceve ordini dalla Fabian Society’”. I fatti, per la precisione, non sono collegati all’inserimento di Visione Tv nell’elenco di media filo-russi stilato dal Dipartimento informazione e sicurezza della Repubblica, ma si tratta di un riferimento a questioni riguardanti la pandemia del Covid-19.
Il Fatto Quotidiano spiega nella sua versione odierna che i carabinieri di Gioia Tauro avrebbero “ricevuto una subdelega di indagini dalla Procura di Perugia, in relazione a un’inchiesta per diffamazione a mezzo stampa ai danni del ministro della Salute sulla gestione della pandemia, accertamenti fatti in ambito nazionale e su varie emittenti locali, tanto che fascicoli simili sono aperti anche a L’Aquila e Ancona. I responsabili di Visione Tv, il giornalista Francesco Toscano e il videomaker Antonio Leotta, non risultano indagati. I carabinieri, che li hanno sentiti a sommarie informazioni, hanno fatto loro anche domande sulla linea editoriale, limitandosi poi ad acquisizioni tecniche”. Nel frattempo, Antonio Ingroia, legale di Visione Tv, sta valutando la possibilità di denunciare gli estensori dell’Hybrid Bulletin, definendo l’emittente “danneggiata da questo rapporto”.
In generale, tra i vari “media filo-russi” citati nel bollettino ci sono il canale ‘Giubbe rosse’ (“ha fortemente criticato il capo del Copasir”). Sui gruppi e canali appositamente creati su Telegram (tra cui ‘Russia Amica’) è stata rilevata un’adesione media tra le 50mila utenze fino ad un minimo di 10mila. Sulla stessa piattaforma anche il Centro culturale russo a Roma “ha intensificato la propria attività”. Tra i siti web di disinformazione, oltre ‘Visione tv’, sono stati citati l’‘Antidiplomatico’ e il blog ‘Maurizoblondet.it’ e il canale @baosptnk, che potrebbe essere riconducibile a Sputnik, e l’emittente Russia Today.
L’ambasciata russa in Italia è citata in merito alla narrativa sulla “delegittimazione nell’attività di informazione dei media occidentali circa il conflitto in corso”. Il suo account ha anche dato “ampia visibilità alle numerose interviste rilasciate da rappresentanti istituzionali russi su emittenti televisive italiane”. Su tutte, vengono segnalate quelle della portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova e quella del ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov alla trasmissione tv Zona Bianca (“viralizzata” anche da altri canali). “Che il report sia arrivato alla stampa è una cosa grave – ha denunciato il segretario Gabrielli – . Nulla resterà impunito. Ne va di un comparto composto da persone di cui volentieri faremmo a meno ma anche di tante altre che con onestà fanno il proprio lavoro”.
