Tante le istanze che arrivano ogni giorno alle associazioni di volontariato del Vibonese. Vanno dal cibo al vestiario fino ad arrivare alle richieste di aiuto per cure mediche o bollette

di VINCENZO VARONE

La povertà è un dato di fatto. Un vero e proprio dramma che rischia di uccidere la dignità delle persone. Una situazione avvilente che ormai si tocca con mano in ogni angolo del Vibonese. Un vero e proprio dramma per tanti padri e madri di famiglia che spesso subiscono in silenzio l’assenza di qualsiasi tipo di prospettiva e l’impossibilità di poter far fronte alle esigenze di ogni giorno. Un lungo rosario di gente che non riesce più a sbarcare il lunario e che comprende chi ha perso il lavoro dalla sera alla mattina e quanti un’occupazione, soprattutto tra le giovani generazioni, non l’ hanno mai avuta, nonostante il diritto al lavoro sancito dalla Costituzione.

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Le istanze. Il quadro è davvero desolante al punto che tante sono le istanze che arrivano ogni giorno alle associazioni di volontariato. Esse vanno dal cibo al vestiario fino ad arrivare alle numerose richieste di ricevere un aiuto per affrontare cure mediche o per far fronte al pagamento delle bollette della luce, nonché all’affitto della casa. Scene, ormai, di ordinaria disperazione. Il sacerdote di una parrocchia della zona nel corso di un’inchiesta condotta qualche tempo fa si espresse a chiare lettere: “I poveri, ormai, sono centinaia. Spesso si tratta di genitori che hanno notevoli difficoltà ma che per pudore hanno difficoltà a manifestare questa loro condizione anche a chi potrebbe offrire loro un mano di aiuto. Uomini e donne, in larga parte sulla cinquantina, che dopo avere superato il disagio del primo incontro chiedono piccoli aiuti, ma soprattutto un posto di lavoro qualsiasi. Noi facciamo quello che possiamo, ma le richieste ormai sono davvero tante”.

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poveri (1)Il progetto. Qualche anno fa, vista la situazione, la Caritas regionale ha lanciato un suo progetto denominato “Costruire speranza”, finanziato dalla Conferenza episcopale Calabra. Nelle linee guida si legge, tra l’altro, che “la comunità cristiana educa servendo i poveri. I credenti dall'ascolto e dalla preghiera sono invitati ad uno stile di condivisione, ad una vita di giustizia e di pace, alla cittadinanza attiva. Servire i poveri - sostiene la Caritas - è opera educativa della fede: la carità tutto trasforma e costruisce speranza. Le nostre Caritas diocesane desiderano sempre di più contribuire al progetto educativo della chiesa”. Su questo fronte anche il Banco Alimentare si muove a 360 gradi cercando di venire incontro al dramma di chi non riesce ad aggiustare più neppure il pranzo con la cena. Lo slogan del Banco è il seguente: “Ogni giorno combattiamo lo spreco e recuperiamo cibo per i poveri in Italia”. Anche la Croce Rossa Italiana cerca di venire incontro a chi si trova in difficolta, “offrendo - come i legge nel suo sito - pacchi viveri, medicinali, prodotti per l’infanzia, occhiali, cure mediche, supporto per il pagamento delle bollette, materiale scolastico per i bambini”. Ma, ovviamente, si tratta solo di interventi tampone che riescono solo a dare un minimo di sollievo ma che non risolvono in alcun modo il problema. In questa direzione tocca alla politica, al di là dei proclami, trovare le giuste soluzioni con interventi immediati che devono essere seri, duratori e non clientelari. Il bisogno della gente che soffre non può più attendere.

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