Salgono in cattedra i giovani per provare ad elaborare proposte utili laddove gli adulti dimostrano spesso evidenti difficoltà: d'altronde, quale risorsa migliore alla quale affidare la gestione della cosa pubblica rispetto ai ragazzi animati da idee e buonsenso, qualità spesso sconosciute all'aula consiliare? Con questi presupposti, il consiglio comunale ha approvato all'unanimità, due giorni addietro la proposta di Danilo Tucci, (Città Futura), finalizzata ad introdurre il nuovo regolamento che dovrà disciplinare l'istituto del Consiglio comunale dei ragazzi. Il progetto è rivolto alle scuole secondarie di primo grado situate sul territorio comunale che potranno aderirvi nei modi e nei tempi che saranno opportunamente pubblicizzati, sulla scia di quanto previsto dal regolamento. Ma di cosa si tratta, nella sostanza? Il Consiglio comunale dei ragazzi è uno degli degli istituti di partecipazione all'amministrazione comunale più innovativi degli ultimi anni. Nell'esercizio delle pubbliche funzioni, i giovani vengono supportati dai dirigenti delle scuole, dagli insegnanti e da tutta la politica cittadina. Se l'esperimento riuscisse, essi avrebbero modo di esprimere le proprie potenzialità e deliberare in via consultiva in materia di politica ambientale, sport e tempo libero, giochi, rapporti con l'associazionismo, cultura e spettacolo, scuola, assistenza ai giovani ed agli anziani, rapporti con l'Unicef”. Ma soprattutto di diventare cittadini attivi, consapevoli del proprio senso di appartenenza ad una comunità. Soddisfatto Danilo Tucci, giovane consigliere comunale, che ha sentito il dovere “di ringraziare tutti ed in primis il sindaco Maria Limardo per aver accolto con sincero entusiasmo – ha detto – la mia proposta. Le politiche giovanili d'altronde, per troppo tempo sono state considerate marginali e mero accessorio dell'attività amministrativa. Ora finalmente si cambia direzione”. E ha chiosato: “Abbiamo anche il dovere di intervenire per una piena e rinnovata istituzionalizzazione delle consulte giovanili e consentire a quanti concludono gli studi e si avviano alla professione di avere gli spazi e gli strumenti per farlo”.