Il Comitato ristretto, riunitosi questa mattina, ha eletto al suo interno il nuovo presidente della Conferenza dei sindaci. La scelta è ricaduta sul primo cittadino di Mileto, Salvatore Fortunato Giordano. Nominato anche il vice: si tratta del sindaco di Pizzo Calabro, Sergio Pititto.

Sono stati chiamati ad esprimere il proprio voto i primi cittadini eletti nei giorni scorsi nel Comitato ristretto: oltre a Giordano e Pititto, ne fanno parte Vincenzo Massa (Vazzano), Giuseppe Marasco (Nicotera) e, come membro di diritto, il sindaco della città capoluogo Enzo Romeo. Il quale, messo in minoranza dagli altri sindaci che fanno tutti riferimento a Forza Italia, non ha digerito la scelta.




“Questa mattina si è riunito il comitato ristretto della Conferenza dei sindaci, a pochi giorni dall’elezione dell’organismo medesimo. In questa sede - ha commentato Romeo - i colleghi eletti, tutti rappresentanti di un’unica parte politica, non hanno ritenuto di dover condividere un percorso unitario volto alla definizione di una strategia comune che abbia come unico obiettivo la tutela degli interessi del territorio vibonese in ambito sanitario".

Enzo Romeo, dunque, denuncia "l’azione di forza con la quale, in precedenza, sono state ignorate le esigenze manifestate dalla città di Vibo Valentia di avere in seno al comitato ristretto una ulteriore rappresentanza oltre a quella del sindaco del capoluogo".

"A questo punto - aggiunge Romeo - non posso che prendere atto della mancata volontà di aprire un dialogo costruttivo nell’esclusivo interesse delle comunità amministrate, e desidero rendere edotta la popolazione vibonese su quanto avvenuto. Questo sindaco non aveva chiesto né presidenze, né altro, ma soltanto condivisione di obiettivi".
Bisogna constatare, quindi, "che la rappresentanza del Comitato Ristretto, ad oggi, rispecchia in toto il governo regionale. Di fronte a questa situazione non ci resta che auspicare che le azioni che da qui in avanti verranno intraprese dal comitato ristretto rispondano soltanto alle esigenze della sanità vibonese e non finiscano, invece, per rispecchiare passivamente il volere del governo regionale”.