'Ndrangheta nel Vibonese, annullamento con rinvio per boss (NOME)
La Corte di Cassazione Sesta Penale ha annullato l’ordinanza emessa dal Tribunale della Libertà di Catanzaro confermativa della custodia in carcere per Tavella Fortunato (Cl.57), detto “Nato” e ritenuto al vertice della Locale di Mileto.
All’udienza odierna, nonostante la richiesta di inammissibilità del ricorso, la Sesta Penale ha annullato con rinvio per nuovo esame al Tribunale di Catanzaro.
Tavella è detenuto nell’ambito dell'operazione Maestrale ed è stato di recente rinviato a giudizio dal Gup di Catanzaro quale promotore della Locale di Mileto, per estorsione pluriaggravata e per detenzione di armi.
In particolare l’imputazione associativa recita quanto segue: “Tavella Fortunato, in qualità di promotore ed organizzatore della “Locale di Mileto” riconosciuto quale soggetto di spicco del sodalizio mafioso, inserito nella “Società maggiore”, quale appartenente alla ‘ndrina di “San Giovanni di Mileto”, in rapporti stretti e talora anche conflittuali - in alcuni periodi - con gli altri esponenti della locale di Mileto, pienamente inserito nelle dinamiche associative ed in grado di dirigere il proprio gruppo familiare, contribuiva alla realizzazione degli obiettivi da perseguirsi e delle azioni delittuose da compiere, nonché alla gestione dei rapporti e degli equilibri con gli altri gruppi criminali della zona. Interloquiva con altri esponenti apicali al fine di dirimere contrasti interni ed esterni al sodalizio. Garantiva il controllo del territorio - anche arrogandosi il diritto ad una sorte di prelazione mafiosa in caso di compravendita di terreni nella zona di sua competenza - ed il sostentamento economico ai sodali detenuti, attraverso la gestione delle attività estorsive, intrattenendo rapporti strutturali di connivenza con l’imprenditoria locale e interagendo con le vittime; partecipava alla spartizione dei proventi estorsivi per conto della ‘ndrina di appartenenza”.
Il Tavella è difeso dagli avvocati Tommaso Zavaglia e Diego Brancia
