Spaccio di droga, rapina e detenzione illegale di armi. Tre arresti a Catanzaro (NOMI)
La Mobile ha accertato l’esistenza di una consorteria criminale che gestiva un cospicuo traffico di cocaina, haschish e marijuana avvalendosi di vari canali di approvvigionamento sulle altre province calabresi
La Squadra Mobile di Catanzaro ha eseguito un ordine di esecuzione emesso dal locale Tribunale – Ufficio esecuzioni Penali arrestando tre indagati. Si tratta di Stefano Sestito, 27 anni, nato a Catanzaro, destinatario di un ordine di carcerazione per scontare la pena di anni 5, mesi 8 e 8 giorni di reclusione, per i reati di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, nonché per i reati di furto, rapina e di detenzione illegale di armi. Alessio Melina 25enne, nato a Catanzaro destinatario di un ordine di carcerazione per scontare la pena di anni 3, mesi 7 e 18 giorni di reclusione, per aver fatto parte di un associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti, nonché per il reato di furto e di detenzione illegale di armi. Fabio Valentino, 27enne di Catanzaro, destinatario di un ordine di carcerazione per scontare la pena di mesi 5 20 giorni di reclusione, per i reati di rapina e di detenzione illegale di armi.
Le misure. I provvedimenti costituiscono l’esito processuale di una serrata attività d’indagine effettuata dalla Squadra mobile di Catanzaro che aveva consentito di accertare l’esistenza di una consorteria criminale che gestiva un cospicuo traffico di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, haschish e marijuana avvalendosi di vari canali di approvvigionamento ramificati sulle altre province calabresi. Le attività investigative avevano accertato inoltre l’elevata pericolosità sociale dei sodali, armati, i quali portavano a termine anche reati di tipo predatorio. Con i predetti provvedimenti si è data esecuzione alla sentenza emessa in data 6 luglio 2016 dalla Corte d’Appello di Catanzaro, in riforma della sentenza del gip del Tribunale di Catanzaro, divenuta definitiva il 7 novembre 2017 a seguito di rigetto da parte della Corte Suprema di Cassazione. I predetti, ultimate le formalità di rito sono stati associati presso la Casa Circondariale di Catanzaro per l’esecuzione della pena.
