Una vicenda “esemplificativa” di quanto accade a Vibo e provincia in materia di reati tributari, ma anche un'indagine che rappresenta un segnale forte per tutti quegli imprenditori che eludono il fisco attraverso pratica fraudolente. Il procuratore Mario Spagnuolo ed il comandante della Guardia di Finanza Carmelo Pallaria lanciano il messaggio: lo Stato c'è ed è pronto a sanzionare chi commette reati forse poco attenzionati dall'opinione pubblica.

Al fianco degli imprenditori corretti. L'operazione condotta dal Nucleo di Polizia Tributaria, guidato dal maggiore Mario Celso, va verso questa direzione e rappresenta, quindi, un caso di specie. Non un'attività tradizionale, ma un'indagine che riguarda aspetti economico-finanziari. “La Procura – dichiara in conferenza stampa Mario Spagnuolo – nel corso del tempo ha portato avanti tutta una serie di indagini in materia di criminalità economica, societarie e fallimentare per due motivi: perché la legge impone di sanzionare questi comportamenti illeciti e perché tutto ciò è funzionale a sostenere i tantissimi imprenditori corretti che da questi comportamenti fraudolenti vengono oggettivamente danneggiati”.

Troppi fallimenti. Pratiche piuttosto diffuse sul territorio. Nel solo 2015 la Procura ha presentato circa 60 istanze di fallimento. Un record. Il modus operandi è sempre lo stesso: società piene di debiti vengono svuotate e messe in liquidazione con gli asset positivi trasferiti altrove con manovre illecite e fraudolente tese ad eludere il fisco e a nascondere patrimoni milionari. (m.f.)