Bambino disabile lasciato a digiuno alla mensa scolastica
Sulla vicenda torna a intervenire l’associazione Famiglia Futura, che replica alla risposta del Comune

Caso del bambino disabile rimasto senza pranzo a scuola a Matera per un disguido legato al pagamento del servizio mensa scolastica. Sulla vicenda torna a intervenire l’associazione Famiglia Futura, che replica alla risposta del Comune e rilancia il tema delle procedure e delle responsabilità. Lo scrive “il Quotidiano del Sud".
Nel nuovo intervento il vicepresidente Guido Galante sottolinea come, a suo giudizio, manchino ancora chiarimenti essenziali per le famiglie. «Il vero problema è che mancano le risposte – afferma – o almeno quelle che consentono alle famiglie di avere più chiarezza». L’associazione collega il caso anche ad altre questioni aperte, come il “Progetto di vita” e il bando per i centri estivi, chiedendo inoltre l’attivazione di tavoli tematici con Comune e istituzioni scolastiche.
Nel documento Famiglia Futura ricostruisce quanto segnalato dalla madre del bambino, già riportato nei giorni scorsi, e contesta la risposta dell’amministrazione. «I due replicanti hanno dimenticato di rispondere delle loro palesi inadempienze – si legge nella nota – a partire dal sistema di alert che non avrebbe funzionato, poiché i genitori non avrebbero ricevuto alcun avviso né via sms né via mail sull’esaurimento del borsellino elettronico».
Critiche anche alla gestione del servizio nella scuola materana coinvolta. L’associazione richiama infatti la previsione regolamentare secondo cui, in caso di primo mancato pagamento, il pasto dovrebbe comunque essere garantito all’alunno per evitare che lo studente resti escluso dal servizio.
Nel passaggio più politico della nota, Famiglia Futura contesta l’idea che episodi simili possano essere considerati “prassi comune”. «Questo è un aggravante, non un’attenuante – sostiene Galante – non si tratta di brutalità, ma anche solo di poche parole come “tu non puoi mangiare” che possono diventare una forma di umiliazione».
Infine, un appello al sindaco di Matera: «Porre le dovute scuse non è segno di debolezza – conclude Galante – ma di consapevolezza e di capacità di migliorare un sistema che ha mostrato delle falle».
