Maltempo: grandine come proiettili in Calabria
Un paesaggio spettrale, con campagne e strade rurali interamente imbiancate da chicchi di ghiaccio
Un paesaggio spettrale, con campagne e strade rurali interamente imbiancate da chicchi di ghiaccio grandi come proiettili. L’ondata di maltempo che ha investito la Calabria nelle ultime ore ha presentato il conto più salato all’Alto Jonio Cosentino, colpendo al cuore il suo tesoro più prezioso: l'agricoltura di eccellenza.
Il Comune di Rocca Imperiale si è attivato immediatamente per fronteggiare il disastro. Il sindaco Giuseppe Ranù, visibilmente preoccupato, ha annunciato l'avvio delle procedure per la richiesta dello stato di calamità naturale. «In questo momento è fondamentale essere vicini ai nostri agricoltori», ha dichiarato Ranù. «Dobbiamo individuare con la Regione misure strutturali: dai finanziamenti per le reti antigrandine al rafforzamento degli strumenti assicurativi. Non possiamo lasciarli soli di fronte a questi cambiamenti climatici».
Il quadro che emerge dai report di Coldiretti e Cia Calabria Nord è desolante. La furia del ghiaccio ha sferzato i famosi limoneti IGP, strappando i fiori dalle piante e compromettendo non solo la produzione attuale, ma anche i raccolti futuri a causa delle ferite inflitte alla vegetazione.
Distrutti i frutti e spezzati i rami; la grandine ha persino abbattuto le strutture di protezione come teli e reti ombreggianti. Le fiumare che scendono dal Pollino verso lo Jonio sono cariche di fango, mentre nel Crotonese la situazione è speculare, con distese di angurie, finocchi e fagioli completamente sommerse dagli allagamenti.
Il mondo sindacale agricolo chiede risposte urgenti. Luca Pignataro, presidente di Cia Calabria Nord, ha espresso profonda solidarietà agli imprenditori locali, ringraziando l'Amministrazione per la tempestività nelle verifiche.
Ancora più dura la posizione di Coldiretti Calabria. Se il direttore Francesco Cosentini sottolinea come queste ferite indeboliscano le piante nel lungo periodo, il presidente regionale Franco Aceto lancia un monito alle istituzioni: «Questi eventi non sono più straordinari, ma hanno una tragica frequenza. Serve una risposta immediata e una nuova strategia di gestione del territorio».
