Cosenza, forze dell'ordine infedeli favorivano la cosca Rango-Zingari (VIDEO)
Due sottoposti agli arresti domiciliari e due indagati è il bilancio dell'operazione della Dda che ha disarticolato un gruppo atto a favorire la cosca cosentina
Un ex carabiniere in pensione, un poliziotto, un civile impiegato presso la polizia stradale e un intermediario. Sono quattro le persone accusate di aver intrattenuto rapporti rivelando informazioni segrete sulle attività di indagine in corso alla cosca cosentina Rango-Zingari. Antonino Perticari, ex carabiniere presso la stazione di Cosenza Nord ma in pensione e Fabrizio Bertelli civile impiegato presso la polizia stradale risultano al momento solo indagati mentre Enrico Francesco Costabile che fungeva da intermediario tra la polizia e la cosca e il poliziotto Vincenzo Ciciarello sono finiti agli arresti domiciliari con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa.
I quattro soggetti avrebbero aiutato la cosca a neutralizzare le attività investigative fornendo notizie sulla collocazione di microspie o sulle indagini stesse. Ed è proprio in occasione di un’operazione del 2014 che alcuni appartenenti alla cosca riuscirono a sottrarsi agli arresti grazie alle anticipazioni rivelate dai poliziotti “infedeli”.
Nel corso della conferenza stampa il procuratore vicario, Giovanni Bombardieri, ha voluto sottolineare la fiducia accordata, nonostante l’episodio di contiguità emerso dall’operazione, alle forze di polizia e all’arma dei carabinieri.
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