Non accenna a placarsi lo scontro politico sulla gestione dei carichi tributari a Vibo Valentia. Dopo le frizioni degli ultimi giorni, l’ex sindaco Maria Limardo torna all'attacco con una nota sferzante, rispondendo punto su punto alle critiche della maggioranza e sollevando dubbi tecnici sostanziali sulla gestione delle scadenze previste dalla nuova normativa nazionale.

La Limardo non nasconde l'amarezza per i toni usati dai capigruppo di maggioranza. «Leggo con un certo stupore – e con una punta di divertita indulgenza – la replica della maggioranza, che tenta di liquidare una questione seria rifugiandosi in un sarcasmo maldestro, come se l’ironia potesse supplire alla mancanza di approfondimento normativo», esordisce l'ex primo cittadino.

Secondo l'esponente di centrodestra, la reazione della maggioranza sarebbe sintomo di una lacuna tecnica: «Quando mancano lo studio attento e la competenza tecnica, non resta che ricorrere all'aggettivazione creativa. Sono tuttavia lieta di aver acceso i riflettori su un problema che rischiava di essere ignorato».

Entrando nel merito della questione tributaria, Maria Limardo richiama le criticità sollevate dall’Anci riguardo alla Legge di Bilancio 2026. Il problema risiederebbe nel mancato coordinamento tra i commi 102-109 (interventi degli enti locali sui propri carichi) e l’articolo 23, che introduce la nuova rottamazione per i ruoli 2000-2023.

«Quest’ultima norma riguarda i carichi di competenza dell’Agenzia delle Entrate e degli enti previdenziali – spiega Limardo – ma non prevede alcun meccanismo attraverso il quale gli enti territoriali possano formalmente estendere l’adesione alle entrate di propria competenza già affidate ad AdE-R». Un’asimmetria che, secondo l'ex sindaco, imporrebbe una condotta prudenziale entro il 30 aprile per evitare futuri contenziosi.

L'ex sindaco rispedisce al mittente le accuse di allarmismo, rivendicando la propria posizione come un atto di "buona amministrazione" che previene i problemi prima che ricadano sui contribuenti vibonesi.

«Lascio volentieri il primato della "tenerezza" a questa maggioranza: la tenerezza di chi crede che il tempo non conti mai, ignorando le scadenze», punge in chiusura. «Io continuo a pensare che amministrare significhi studiare le norme e scegliere con responsabilità. In politica, il tempo conta sempre».