La Corte di Appello di Catanzaro ha assolto dal reato di detenzione di sostanza stupefacente finalizzata allo spaccio, riformando la sentenza di primo grado del Tribunale di Catanzaro che lo aveva condannato a  4 mesi di reclusione ed euro 1400 di multa, Vincenzo Borromeo, perché il "fatto non è previsto dalla legge come reato".

Il collegio dei giudizi ha accolto l’atto di appello del difensore del giovane, l’avvocato Antonio Ludovico, il quale aveva sostenuto che la sostanza stupefacente trovata nella disponibilità del proprio assistito, pur superando i limiti tabellari "fosse destinata ad uso personale" e che il Tribunale avesse ritenuto la responsabilità in capo a Borromeo senza che fossero emersi univocamente indici sintomatici della finalità di spaccio.

Difatti, il dato quantitativo esiguo risultava certamente compatibile con l’uso personale, così come le modalità di rinvenimento della sostanza (consegnata dallo stesso giovane agli agenti) e con l’incensuratezza dell’imputato.