Le indagini sull'omicidio di Luca Carbone, il quarantottenne freddato a Cosenza, hanno subìto una accelerazione decisiva nelle ultime ore. I Carabinieri del Comando Provinciale hanno infatti eseguito un decreto di fermo di indiziato di delitto nei confronti di Franco De Grandis, rintracciato all'ultimo piano della stessa palazzina in cui risiedeva la vittima. Insieme a lui è stata condotta in caserma anche la moglie, la cui posizione è attualmente al vaglio degli inquirenti per definire eventuali responsabilità o il grado di conoscenza dei fatti.

La tragedia si è consumata intorno alle 9:50 in Largo della Consulta Femminile, nel cuore del quartiere popolare di via Popilia, a pochi passi dal cantiere del nuovo Palazzetto dello Squash. Carbone, ex pizzaiolo con piccoli precedenti penali ormai datati, è stato sorpreso mentre si trovava all'interno della sua autovettura. I rilievi balistici hanno evidenziato due fori d’entrata: uno sul parabrezza e l'altro sullo sportello posteriore sinistro, segni inequivocabili di un attacco mirato che non ha lasciato scampo all'uomo, spirato pochi istanti prima dell'arrivo dei soccorsi.

Il lavoro della Procura, coordinato dal procuratore Vincenzo Capomolla e dal sostituto Veronica Rizzaro, si è concentrato immediatamente sul contesto abitativo della vittima. Grazie alle perquisizioni a tappeto condotte con il supporto dei Vigili del Fuoco, i militari hanno rinvenuto e sequestrato un fucile. L'arma è ora affidata agli esperti del Nucleo Investigativo per gli accertamenti tecnico-scientifici necessari a stabilire la compatibilità con i colpi esplosi contro la vettura di Carbone.

Ciò che emerge con chiarezza nelle ore successive al fermo è l'esclusione della pista legata ai clan. Gli inquirenti battono con decisione la strada del delitto d’impeto o pianificato per ragioni di vicinato. La conflittualità privata e i dissidi condominiali sembrano essere il terreno fertile in cui è maturata la violenza, trasformando un banale bisticcio tra dirimpettai in un’esecuzione in pieno giorno.