Il Tribunale del Riesame di Catanzaro ha concesso gli arresti domiciliari, per motivi di salute, a Gaetano Molino, 61 anni, arrestato lo scorso anno nell'ambito della maxi operazione "Rinascita Scott". Molino, genero di Giovanni Mancuso, è ritenuto nell'indagine dagli inquirenti tra i soggetti più vicini al boss Luigi Mancuso, rispondendo di associazione mafiosa per aver favorito il boss soprattutto nel lungo periodo di irreperibilità oggetto di indagine da parte dei carabinieri del Ros, e per aver favorito i contatti tra i diversi componenti dell'associazione.

Molino - difeso dall'avvocato Francesco Sabatino - aveva chiesto gli arresti domiciliari al Gup Claudio Paris, ritenendo che il suo stato di salute incidesse decisamente sulle esigenze cautelari. Contro il rigetto il legale Sabatino ha proposto appello al Riesame, contestando le conclusioni del Gup e insistendo per una misura meno afflittiva. Argomentazioni poi accolte dai giudici del Riesame che hanno stabilito gli arresti domiciliari a Limbadi.