'Ndrangheta, ordini dal carcere per controllare il territorio: cosca sotto scacco
Le indagini svelano una rete complessa di estorsioni, usura e controllo economico sul territorio

La Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro ha emesso il 18 febbraio l’avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti della cosca Iannazzo, attiva nei comuni di Lamezia Terme, Gizzeria, Falerna e Nocera Terinese. Il sodalizio, già riconosciuto da precedenti sentenze passate in giudicato, operava imponendo intimidazioni per il controllo delle attività economiche e gestendo una forma di “giustizia privata” parallela rispetto allo Stato. Lo scrive “Gazzetta del Sud”.
Al vertice dell’organizzazione vi è Francesco Iannazzo, detto “U Cafarone”, che, pur detenuto a Sulmona, avrebbe continuato a impartire ordini tramite colloqui e a supervisionare la “cassa comune” affidata alla moglie Giovannina Rizzo. Un ruolo di rilievo spetta anche ad Antonio Iannazzo, “Mastru ‘Ntoni”, coordinatore delle estorsioni dopo l’arresto del fratello, e a Pierdomenico Iannazzo, accusato di aver gestito attività di autonoleggio fittizie e detenuto armi per conto del clan.
Tra gli episodi più gravi ricostruiti dagli inquirenti vi sono le pressioni estorsive ai danni di Carmine Cimino per il recupero di un credito, con minacce di morte e costrizione alla consegna di denaro, assegni e beni materiali come olio d’oliva. Francesco Amantea avrebbe agito come “ambasciatore” del clan, veicolando messaggi dei boss e gestendo prestiti a tassi usurari fino al 100%. Le indagini hanno anche evidenziato l’intestazione fittizia della società “Unirei s.r.l.” a Giuseppe Ruffo per eludere misure patrimoniali e l’uso di numerosi telefoni cellulari intestati a soggetti inesistenti da parte di Emanuele Iannazzo detenuto a Siracusa.
Gli indagati
Francesco Amantea (inteso Franco, nato nel 1956), Mario Gattini (nato nel 1975), Antonio Iannazzo (detto "Mastru 'Ntoni", nato nel 1957), Debora Iannazzo (nata nel 1986), Emanuele Iannazzo (nato nel 1981), Francesco Iannazzo (detto "U Cafarone", nato nel 1955), Francesco Iannazzo (figlio di Pierdomenico, nato nel 2002), Pierdomenico Iannazzo (nato nel 1979), Vincenzo Iannazzo (nato nel 1990), Giovannina Rizzo (nata nel 1955) e Giuseppe Ruffo (nato nel 1990).
