"Da troppo tempo siamo costretti a convivere con una realtà sanitaria che non risponde più ai bisogni fondamentali delle nostre comunità”. È l’incipit netto della lettera aperta alla cittadinanza diffusa dall’associazione “Ali di Vibonesità”, che torna a porre l’attenzione sulla crisi della sanità locale.

Nel documento si parla di una condizione definita senza mezzi termini “uno sfascio sistemico”, che coinvolge tanto la sanità ospedaliera quanto quella territoriale. Una crisi che, secondo l’associazione, si traduce quotidianamente in disagi, liste d’attesa interminabili, carenze di servizi e una crescente sfiducia dei cittadini.

“Non si tratta più di episodi isolati – si legge nella nota – ma di una condizione strutturale che colpisce anziani, famiglie, lavoratori e giovani, costretti troppo spesso a spostarsi altrove per ricevere cure adeguate, con costi economici e sociali insostenibili”.

Un quadro definito critico, ma nel quale viene comunque individuato uno spiraglio. L’arrivo del nuovo commissario dell’ASP di Vibo Valentia viene infatti interpretato come una possibile occasione di cambiamento.

“L’arrivo del nuovo commissario rappresenta un’opportunità concreta – sottolinea l’associazione – ma non potrà produrre risultati senza un forte radicamento nel territorio”.

Nel testo viene richiamato con forza anche il ruolo delle realtà associative locali, definite una risorsa già attiva sul campo, grazie alla conoscenza diretta dei bisogni dei cittadini.

Le associazioni, viene evidenziato, sono pronte a offrire un contributo concreto per la costruzione di un percorso di rilancio della sanità pubblica, a partire dall’esperienza maturata sul territorio.

L’appello finale è alla coesione: una “reazione unitaria” delle realtà civiche e associative per affrontare una crisi che, secondo “Ali di Vibonesità”, non può più essere affrontata con interventi frammentati, ma richiede una strategia condivisa e strutturale.