Non si procederà nei confronti di P.C., 57enne di Acquaro (in provincia di Vibo Valentia), accusato di maltrattamenti nei confronti della moglie convivente e di minacce aggravate nei confronti della figlia. Lo ha stabilito il giudice dell’udienza preliminare Rossella Maiorana, che ha pronunciato sentenza di non luogo a procedere, ritenendo insussistenti i presupposti per aprire un dibattimento.

Difeso dall’avvocato Antonio Barilaro del foro di Vibo Valentia, l’uomo era imputato per due capi: da un lato, condotte vessatorie e violenze fisiche e verbali nei confronti della moglie dal 2010; dall’altro, un episodio del 2024 in cui avrebbe minacciato la figlia con un bastone.

Il giudice ha ritenuto che per i fatti fino al 2017 fosse già intervenuta un’assoluzione, quindi coperti da giudicato. Gli episodi successivi – uno del 2022 e uno del 2024 – non sono stati ritenuti idonei a integrare l’abitualità richiesta dall’art. 572 c.p., anche per l’assenza di referti medici o testimonianze dirette.

Quanto al secondo capo d’imputazione, relativo alle minacce aggravate, il procedimento è stato estinto per remissione di querela, accettata dall’imputato. Il gup ha quindi disposto il non luogo a procedere per entrambe le accuse, ma ha comunque condannato l’imputato al pagamento delle spese processuali.