Vibo: il piano di alienazione degli immobili e le "speculazioni" della politica sul patrimonio cittadino
Pesante affondo di Gerlando Termini, esponente della direzione provinciale del Pd contro un sindaco e un esecutivo "incapaci" di dare risposte
"L’azione politica messa in atto dalla Giunta targata Elio Costa, che si è profilata negli ultimi giorni, appare vergognosa ed è la prova provata di una classe politica incapace di amministrare una città". Ad affermarlo è Gerlando Termini della direzione del Pd in provincia di Vibo Valentia. "I cittadini, a distanza di quasi un anno dalle elezioni amministrative - attacca - non solo devono continuare a fare i conti con problemi già noti e rimasti irrisolti come il mistero sulla potabilità dell’acqua, la mancata attuazione della raccolta differenziata gravante annualmente sulle casse comunali, l’abbandono e l’incuria di alcune zone periferiche della città, l’impraticabilità delle aree verdi e l’assenza di spazi dedicati alle famiglie, ma si trovano a dover sopportare l’ennesimo scempio politico rappresentato dall’approvazione, da parte della Giunta, del “Piano di alienazione e valorizzazione degli immobili del patrimonio disponibile per il triennio 2016/2018”.
Il piano. In previsione c'è la messa in vendita di numerosi patrimoni comunali, alcuni dei quali storici, come la sede della Società Operaia del Mutuo Soccorso ed i due Palazzetti dello Sport di Viale della Pace. Ciò al fine di ripianare le casse comunali svuotate da un dissesto finanziario consumatosi negli ultimi anni di Governo e consentire la previsione di un bilancio comunale attivo. "Orbene, trovo assurdo - attacca Termini - che la soluzione all’incuria governativa, alla incapacità di amministrare ed agli sprechi della politica debba gravare sulla ricchezza dei cittadini e sul patrimonio della città. Non è concepibile - prosegue Termini - che i vibonesi debbano assistere impotenti alla messa in vendita del patrimonio comunale ereditato nei decenni ed alla consegna dello stesso nelle mani del privato di turno. Si tratta di beni appartenenti a tutti noi, che il Comune ha il compito e il dovere di valorizzare anziché farne strumento di lucro".
Le carenze. Alcuni di tali immobili, infatti, in una città "dove regna e permane l’assenza di servizi socio-culturali, di servizi sportivi e di una programmazione turistica degna della sufficienza, potrebbero essere sfruttati diversamente - si evidenzia ancora - attraverso l’ideazione e la messa in pratica di attività e servizi cittadini di ogni genere, magari affidate soltanto temporaneamente alla gestione dei privati, in maniera tale da produrre reddito alle casse comunali nonché la creazione di posti di lavoro". Ciò senza dimenticare "l’importanza ed il valore primario di alcuni degli stessi immobili e cioè quello di incentivare l’attività socio-culturale e le forme di aggregazione popolare, si pensi ai già citati Palazzetti sportivi o alla sede della Società Operaia Vibonese del Mutuo Soccorso".
L'affondo. "L’amministrazione comunale e i consiglieri appartenenti alla forza politica di maggioranza -attacca Termini - non possono pensare di fare cassa svendendo il patrimonio vibonese a discapito della popolazione (già tartassata dagli aumenti tributari) ma devono adoperarsi per trovare soluzioni alternative ed innovative che comportino ricchezza e sviluppo a tutto il territorio. Forse però, gli stessi, dimenticano gli slogan propagandistici evidenziando la loro incapacità nell’amministrare. L’azione politica appena descritta, dovesse giungere a compimento, sarebbe lo specchio di un’Amministrazione Comunale che è la continuazione naturale di quella devastante che l’ha preceduta, un’amministrazione che sta gettando pian piano la maschera del civismo dietro cui si era celata in campagna elettorale facendo emergere, ora, tutti i suoi limiti nella programmazione e nella gestione del governo della città".
La richiesta. Pertanto "chiedo al Sindaco di fare un passo indietro, abbandonando un piano programmatico comunale ingiusto e deturpante, che avrà come unico lascito l’impoverimento del territorio e del patrimonio di noi cittadini vibonesi. Mi rivolgo, inoltre, a tutti i componenti del Consiglio comunale. Tale piano, infatti, è stato approvato soltanto dalla Giunta e dovrà presto passare al vaglio ed all’approvazione del Consiglio. A tal uopo, chiedo agli stessi, di assumere le vesti del comune cittadino e di impedire, attraverso la votazione contraria al Piano di vendita triennale, la consumazione di una speculazione patrimoniale della città. Presto ci attiveremo anche per una raccolta firme atta ad illustrare la problematica ai cittadini. Tale firme saranno poi consegnate al Sindaco in persona sperando di sensibilizzare la sua azione di governo e di smuovere la sua coscienza vibonese".
