«Siamo persone, non caselle»: la lezione di stile di Vania Continanza
L'ormai ex assessore saluta con un messaggio di rara eleganza istituzionale: «Ho lavorato in silenzio, convinta che l’istruzione sia il centro del mondo»

Nel gioco spesso cinico della politica, fatto di equilibri precari e rimpasti di giunta, c’è chi riesce a trasformare un’uscita di scena in una lezione di stile. Vania Continanza, attraverso un post su Facebook, dopo le dimissioni da assessore comunale all'Istruzione, saluta il suo incarico amministrativo non con il livore di chi si sente escluso, ma con la serenità di chi sa di aver dato tutto. Il suo post di addio è un manifesto di dignità e signorilità, un ringraziamento pubblico che mette al centro il valore umano prima ancora che quello poltrona.
«Siamo persone, non caselle», scrive l’ex assessore coumnale all'Istruzione, rivendicando un’identità che va oltre le spartizioni partitiche. In un momento in cui la politica sembra ridursi a un mero incastro di organigrammi, Continanza sceglie di parlare di umanità, conoscenze e affetto. Il bilancio dei suoi mesi intensi è positivo, sorretto da un dato che raramente accompagna chi lascia il potere: l’assenza totale di critiche al suo operato. «Non ho letto un solo commento negativo. Eppure, avrò sbagliato qualcosa anch’io», ammette con quell'umiltà tipica di chi vive le istituzioni come un servizio e non come un palcoscenico.
Il ritratto che emerge dalle sue parole è quello di un’amministratrice che ha preferito la concretezza dei fatti alle «luci della ribalta». Continanza ricorda il suo impegno quotidiano: il lavoro silenzioso, la presenza fisica sui cantieri sotto il sole, il dialogo costante con i dirigenti scolastici e le famiglie. «Ho lavorato con testarda convinzione che la scuola sia il centro del mondo».
È questa la cifra del suo mandato: una dedizione quasi pedagogica prestata alla cosa pubblica, portata avanti con lo stesso spirito con cui ogni giorno entra in aula a scuola.
Non mancano i passaggi politici, ma sempre declinati sul piano del rispetto personale. Il grazie va al Partito Democratico, ai consiglieri di maggioranza e minoranza, e a figure chiave come Francesco Colelli e Stefano Soriano, definiti «persone meravigliose». Un pensiero particolare è rivolto a quei dirigenti che l’hanno spinta a restare dopo e dimissioni, segno di un legame che la politica non è riuscita a scalfire.
Ma è nel rapporto con i dipendenti comunali che la signorilità di Vania Continanza tocca le corde più profonde. Citando uno per uno i suoi collaboratori — da Maria Carmela Naccari a Mimmo Scuglia, fino a Valentina e Michela — l’ex assessore sottolinea come la fiducia e il bene ricevuto siano per lei l'aspetto più prezioso.
L'esperienza amministrativa a Palazzo Luigi Razza si chiude, ma il solco tracciato resta. Vania Continanza se ne va con la consapevolezza che «nulla è stato vano». In un panorama politico spesso arido, il suo addio ricorda a tutti che si può fare politica restando persone, mantenendo intatta la propria nobiltà d'animo. Perché, come conclude lei stessa, «chi semina, prima o poi, raccoglie». E lei, a giudicare dall'affetto della città, ha già iniziato il suo raccolto più bello.
