Domenico Pugliese, classe 1996, originario di Zungri, è tornato in piena libertà. Lo ha stabilito il Tribunale del Riesame di Catanzaro che, in sede di appello cautelare, ha accolto le doglianze sollevate dai suoi difensori di fiducia, gli avvocati Diego Brancia e Giuseppe Bruno. Al centro del pronunciamento dei giudici del capoluogo non vi è il merito delle contestazioni, bensì una questione tecnica legata alla decorrenza dei termini massimi di fase della custodia cautelare.
​La vicenda che riguarda il giovane vibonese è particolarmente articolata e si è dipanata lungo tutto l’arco del 2025. Pugliese, già sottoposto alla misura della sorveglianza speciale, era finito nel mirino degli inquirenti per una serie di presunte violazioni alle prescrizioni imposte dalla misura di prevenzione: ben quindici gli episodi contestati nel solo ultimo anno.
​Il percorso cautelare era iniziato il 4 agosto 2025 con un primo arresto, seguito a stretto giro da un secondo provvedimento il 10 agosto dello stesso anno, che lo aveva ristretto ai domiciliari. La pressione giudiziaria non si era però esaurita, sfociando in una nuova ordinanza notificata il 14 ottobre 2025 per fatti che, secondo la prospettazione difensiva, risultavano strettamente connessi ai precedenti.
​Nonostante la permanenza ai domiciliari, lo scorso 22 febbraio era scattato un ulteriore aggravamento della misura: a causa di nuove contestate violazioni, Pugliese era stato prelevato e condotto presso la Casa Circondariale di Vibo Valentia.
​Proprio su questa fitta sequenza di provvedimenti si è innestato il ricorso degli avvocati Brancia e Bruno. La difesa ha eccepito con successo la "contestazione a catena", sostenendo che, trattandosi di fatti tra loro connessi e legati da un medesimo disegno, i termini di custodia cautelare dovessero essere calcolati in modo unitario a partire dal primo arresto.
​Secondo i legali, i termini massimi previsti dal codice di procedura penale erano dunque ampiamente scaduti, rendendo illegittima la persistenza di qualsiasi misura restrittiva. Un'eccezione tecnica che ha trovato pieno accoglimento presso il Tribunale della Libertà di Catanzaro: i giudici, esaminata la documentazione e i tempi dell’esecuzione delle plurime misure, hanno disposto l’immediata scarcerazione del giovane. Domenico Pugliese ha così lasciato il carcere di Vibo Valentia senza l’imposizione di ulteriori vincoli alla sua libertà personale.