"Confermo che subito dopo Ferragosto il Consiglio comunale esaminerà la proposta di ospitare Psicologia nel complesso del San Giovanni"

“L’improvviso e incomprensibile dietrofront del rettore Quattrone, annunciato irritualmente sulla stampa, sulla possibilità di istituire nel centro storico la Facoltà di Psicologia mi lascia basito, ma io tiro dritto per la mia strada in base agli accordi presi. Confermo che subito dopo Ferragosto il Consiglio comunale esaminerà la proposta di ospitare Psicologia nel Complesso Monumentale del San Giovanni ed ognuno si assumerà le sue responsabilità. Capiremo fino in fondo chi è che rema contro la città, contro il rilancio del centro storico, contro ogni iniziativa che affermi il ruolo di Catanzaro quale città universitaria. Non se ne dispiaccia il rettore Quattrone, al quale confermo amicizia e stima, ma ho il sospetto che il suo dietrofront sia stato orientato politicamente e che sia in qualche modo legato alla manovra, che contrasteremo con tutte le nostre forze, per la svendita dell’ospedale “Pugliese” all’Università. Sono molto dispiaciuto per il mancato rispetto degli accordi presi verbalmente, tra gentiluomini. E’ vero che il San Giovanni non è stato chiesto dall’Università, ma è verissimo che, tra tutte le ipotesi vagliate, è quella che ha suscitato addirittura l’entusiasmo del rettore. Che non ha mai posto problemi di tempistica, anzi dicendosi certo che le lezioni avrebbero potuto regolarmente prendere il via al San Giovanni entro novembre.

Perchè è venuto meno questo entusiasmo ? Perché il rettore ha scartato tutte le altre soluzioni, tra cui quella del Palazzo della Provincia, sulla quale io mi ero già espresso favorevolmente prima di prendere in considerazione l’ipotesi San Giovanni ? A tal proposito, voglio dire che confermo anche oggi il mio parere positivo sull’ipotesi Palazzo della Provincia e la volontà, già espressa al presidente Bruno, di contribuire economicamente a tale soluzione, sotto forma di contributo, e destinando parte dei parcheggi della piazza alla Facoltà. Per me è assolutamente preminente l’interesse della città e non mi faccio certo condizionare dai colori politici.

L’Università, con questo dietrofront, ha fatto una precisa scelta politica. Non ha neanche atteso il pronunciamento del Consiglio comunale. Se si sia trattato di una contropartita alla svendita dei reparti del “Pugliese” lo capiremo presto. Di certo, la città non dimenticherà questo sgarbo istituzionale. Ripeto: il Consiglio Comunale delibererà comunque l’utilizzazione del San Giovanni per ospitare la facoltà di psicologia. Se, come mi auguro, la proposta, assieme a quella di allocare l’Accademia di Belle Arti nell’ex Educandato e gli alloggi per studenti nell’ex Chimirri, sarà approvata, la notificheremo ufficialmente all’Università che poi assumerà le sue determinazioni. Sono sicuro che l’offerta, concreta e percorribile, sarà valutata con equilibrio e serenità dal rettore. Si assumano le loro pesanti responsabilità contro la città anche coloro che hanno soffiato sul fuoco della polemica solo per fini elettorali, con motivazioni deboli e pretestuose che ogni cittadino saprà valutare per la loro pochezza.

Tra le argomentazioni più deboli del fronte del “no” c’è la presunta estemporaneità della proposta di ospitare in un complesso monumentale attività universitarie. Basta fare una rapida ricerca e si vedrà che decine di Università italiane hanno sede o svolgono attività in musei, monasteri, chiesi, palazzi rinascimentali. Qualche esempio ? L’"Orientale” di Napoli ha sedi a Palazzo Giusso e Palazzo Santa Maria Porta Coeli. Palazzo Impellizzeri di Siracusa ospita il dipartimento di architettura dell’Università di Catania. Sempre a Catania, l’Ateneo utilizza il monastero dei Benedettini di San Nicolò. L’università di Udine utilizza il cinquecentesco Palazzo Antonini Cernazai. Quella di Siena addirittura l’antico monastero di San Vigilio e il pregiatissimo Palazzo San Nicolò. L’aula magna dell’Università di Bologna è collocata nella seicentesca chiesa di Santa Lucia. Palazzo Bo, storica sede dell’Università di Padova, conserva intatte opere d’arte. Anche la Reggia di Caserta ha aule didattiche delle scuole elementari e medie inferiori. Il Palazzo Chiaramonte è sede del rettorato dell'Università degli Studi di Palermo. Infine, l’Università di Bergamo è ubicata nel Palazzo del Podestà, nel cuore della città vecchia. Si tratta forse di soluzioni “estemporanee” ? La verità è che si vuole dire “no” in maniera pregiudiziale alla rinascita del centro storico. Trovino altri argomenti, se ci riescono”.