Scontro politico a Spadola: la maggioranza smonta le accuse e attacca la minoranza assente in aula
Il sindaco Rosso e l'amministrazione replicano all'opposizione: «Carte alla mano, le domande da un milione di euro sono state presentate. Esclusi solo perché il nostro bilancio è in ottima salute»
«Quando la contestazione politica abbandona il terreno dei fatti e si fonda su accuse prive di riscontro, è doveroso ristabilire la verità». Con questa netta premessa, il sindaco di Spadola, Antonio Maria Rosso, insieme all’Amministrazione comunale da lui guidata, ha replicato duramente al gruppo di minoranza “Insieme per Spadola”. Un comportamento, quello dell'opposizione, che la maggioranza non ha esitato a definire come una vera e propria “brutta figura”, caratterizzata da pesanti attacchi a mezzo stampa a cui è seguito, però, un totale dileguamento dall'aula consiliare nel momento del dibattito.
La smentita dei fatti e il "giallo" dell'aula vuota
La vicenda era nata lo scorso 9 maggio, quando l'opposizione aveva pubblicato un articolo in cui accusava l'esecutivo Rosso di aver perso importanti finanziamenti per la mitigazione del rischio idraulico a causa di “superficialità, immobilismo e incapacità amministrativa”.
Tuttavia, la verità dei fatti si è rivelata radicalmente diversa quando la questione è approdata nella sede istituzionale del Consiglio comunale, riunitosi lo scorso 1° giugno proprio per fare chiarezza pubblica con dati e documenti ufficiali. In quell'occasione, la minoranza ha deciso di non presentarsi, compiendo quello che la maggioranza bolla come il "fatto politico più rilevante della seduta".
Carte alla mano, il Comune di Spadola figura regolarmente nell’elenco delle richieste presentate. Nello specifico, gli uffici comunali hanno prodotto due distinte domande di finanziamento: una da 600.000 euro e una da 400.000 euro (per un totale di un milione di euro), volte a rimuovere la "zona rossa" dal territorio comunale.
I precedenti: quel voto all'unanimità che smentisce l'opposizione
La squadra di governo ha ricostruito meticolosamente l'iter cronologico per dimostrare la totale trasparenza della propria azione: il 12 settembre 2025, la Giunta comunale approva le delibere n. 41 e n. 42, regolarmente pubblicate all'Albo Pretorio e comunicate ai capigruppo. Il 25 marzo 2026, il Consiglio comunale discute il Programma Triennale delle Opere Pubbliche 2026-2028, all'interno del quale sono inseriti proprio questi due interventi sul rischio idraulico. In quella circostanza, il piano venne approvato all’unanimità con il voto favorevole degli stessi consiglieri di minoranza presenti (Piromalli e Filardo). Un dettaglio che rende le loro successive accuse del tutto incomprensibili e paradossali, visto che avevano personalmente avallato i progetti in aula.
Il paradosso del bando: Spadola penalizzata dai conti in ordine
Nel corso del Consiglio del 1° giugno, il sindaco Rosso ha spiegato nel dettaglio i criteri del bando, finanziato tramite i Fondi di Coesione. Queste risorse sono per legge destinate a sostenere gli enti con maggiori difficoltà finanziarie; l'assegnazione, pertanto, non avviene in base alla qualità del progetto, ma secondo algoritmi oggettivi legati ai dati di bilancio del 2024.
Il Comune di Spadola, presentando una situazione finanziaria complessivamente equilibrata, ha registrato un indice del 5,39%, mentre l’ultimo Comune ammesso in graduatoria mostrava un indice del 5,13%. Paradossalmente, è stata proprio la buona salute dei conti comunali a escludere Spadola dal finanziamento. La maggioranza fa inoltre notare che nel 2024 il ruolo di sindaco era ricoperto proprio dall'odierno consigliere di minoranza Piromalli (con l'attuale sindaco Rosso nel ruolo di assessore al Bilancio): sono stati proprio i dati virtuosi di quella gestione a tagliare fuori l'ente dal bando.
La dura critica e l'appello finale
Nel rivolgere un augurio di buon lavoro ai Comuni limitrofi che hanno ottenuto i fondi, l’Amministrazione Rosso ha definito «inaccettabile il tentativo di trasformare un’esclusione dettata da parametri oggettivi in una prova di incapacità». Altrettanto grave è stata giudicata l'assenza della minoranza anche durante la votazione del Rendiconto di Gestione 2025.
«Essere assenti è una scelta che lascia perplessi — rimarcano i vertici del Comune — perché chi è convinto delle proprie ragioni le difende nelle sedi opportune. Noi continuiamo a ritenere che il luogo del confronto sia il Consiglio Comunale. Mentre le polemiche passano, i verbali restano». La maggioranza ha concluso ricordando che saranno solo i cittadini a valutare l'operato dell'esecutivo, invitando infine l'opposizione a un confronto serio, cifre alla mano, all'insegna dello slogan “Prima Spadola”.
