Il giudice del Tribunale di Vibo, Lorenzo Barracco, non ha convalidato l'arresto e ha rimesso in libertà Viola Inzillo, finita in carcere con l'accusa di detenzione di arma clandestina

Torna il libertà Viola Inzillo, la 52enne di Gerocarne, sorella di Salvatore Inzillo, ucciso lo scorso 22 giugno in un agguato nel centro storico di Sorianello. Il giudice delle udienze preliminari del Tribunale di Vibo, Lorenzo Barracco, non ha infatti convalidato l'arresto eseguito dagli uomini della polizia di Stato in seguito al ritrovamento nel sottotetto di un immobile di Gerocarne di un fucile a canne mozze di origine clandestino, un centinaio di munizioni, tre passa montagna e un paio di guanti.

Arresto non convalidato. Difesa dagli avvocati Nazzareno Latassa e Marcello Scarmato, la donna è comparsa stamani dinnanzi al gup. Nei suoi confronti il sostituto procuratore Colucci aveva chiesto la conferma della custodia cautelare in carcere. Accogliendo le argomentazioni della difesa, il giudice Barracco ha ritenuto di non convalidare l'arresto e di rigettare ogni richiesta di misura cautelare. Viola Inzillo ha dunque lasciato il carcere di Reggio Calabria dove era detenuta da sabato scorso ed è tornata in libertà.

L'ipotesi accusatoria. Secondo l'accusa, la donna è stata colta in flagranza di reato e arrestata per detenzione abusiva di arma clandestina oltre a svariate munizioni. In un immobile in Contrada Torre nel territorio di Gerocarne, di proprietà di un emigrato da diversi anni al Nord Italia, ma di fatto nella esclusiva e diretta disponibilità della Inzillo, all'interno del sottotetto, sopra la staffa di un letto a doghe, avvolto da una tovaglia rivestita di cellophane, è stato rinvenuto e sequestrato un fucile a canne mozze di origine clandestina. Inoltre, sempre all'interno del sottotetto, dentro un secchio nascosto da alcune tegole, sono state rinvenute e sequestrate un totale di 142 munizioni di vario calibro, una fondina, tre passamontagna, un paio di guanti, una cartucciera e un marsupio.

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