Svanito nel nulla da un mese, è giallo in Calabria
A un mese esatto dal ritrovamento dell’auto e di resti carbonizzati al suo interno, la scomparsa di Antonio Strangio resta un giallo irrisolto che tiene con il fiato sospeso la comunità della Locride. Il 42enne allevatore di San Luca, sposato e padre di quattro figli, è svanito nel nulla il 18 novembre, quando la sua vettura abbandonata è stata trovata nei pressi della fiumara Bonamico, tra Bovalino e Bianco.
Nonostante le indagini in corso e il massimo riserbo della Procura di Locri e degli investigatori, il caso è avvolto dal mistero. Fin dai primi momenti, tutte le piste sono rimaste aperte, inclusa quella di un possibile omicidio di stampo mafioso, sebbene Strangio non avesse precedenti penali come riportato dal Corriere della Calabria. A rendere la vicenda ancora più complessa è la figura del padre del 42enne, Giuseppe Strangio, un uomo con un passato segnato da condanne definitive per sequestri di persona e un omicidio risalente al 1970.
Le ricerche, condotte con l’ausilio dei Ris di Messina, hanno portato alla conferma che i resti rinvenuti nell’auto sono di natura umana e non animale, come inizialmente ipotizzato. Gli esami del DNA, effettuati su frammenti ossei trasferiti a un centro specializzato di Messina, puntano a chiarire se si tratti proprio di Antonio Strangio, ma i risultati ufficiali non sono stati ancora resi noti.
