'Ndrangheta: clan Ascone a processo, Pg chiede in appello 17 condanne (FOTO)
In Corte d'Appello a Reggio Calabria chieste pene per 136 anni di reclusione nei confronti della consorteria legata ai Bellocco colpita con l'operazione "All Inside 3"
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Ammonta a 136 anni di reclusione complessivi la richiesta di condanna della Procura generale di Reggio Calabria nel processo nato dall'operazione antimafia denominata "All Inside 3" che ha colpito il clan Ascone di Rosarno.
Sono in totale 17 le richieste condanna fatte dalla Procura generale alla Corte d'Appello di Reggio Calabria. In sostanza, il pg ha chiesto la conferma della sentenza di primo grado, emessa dal gup distrettuale reggino, al termine di un processo celebrato con rito abbreviato che è valso uno sconto di pena pari ad un terzo nei confronti degli imputati. Tranne per un imputato per il quale è stata chiesta la rideterminazione della pena (Francesco Ascone) da 9 ad 8 anni di reclusione. In primo grado l'accusa era rappresentata dal pm della Dda di Reggio Calabria, Roberto Di Palma, che aveva coordinato l'operazione contro il clan Ascone, federato alla più potente cosca dei Bellocco di Rosarno.
Queste le richieste di condanna: Vincenzo Ascone (12 anni e 8 mesi); Salvatore Ascone (11 anni e 4 mesi); Michele Ascone (10 anni e 4 mesi); Antonio Ascone (10 anni); Francesco Ascone (8 anni in luogo dei 9 del primo grado); Aldo Nasso (8 anni e 8 mesi); Damiano Furuli (8 anni); Alessandro Ascone (7 anni e 10 mesi); Gioacchino Ascone (7 anni e 4 mesi); Damiano Consiglio (7 anni e 4 mesi); Angelo Giordano (7 anni e 4 mesi); Carmela Fiumara (7 anni), madre di Vincenzo Ascone; Rocco Fiumara (7 anni); Vincenzo Fiumara (7 anni); Rocco Scarcella (7 anni); Rocco Furuli (6 anni e 4 mesi); Giuseppe Bonarrigo (4 anni).
Associazione mafiosa, rapina e detenzione illegale di armi i reati, a vario titolo, contestati. Nel collegio dio difesa gli avvocati Aldo Ferraro, Giovanni Vecchio, Sandro D'Agostino, Guido Contestabile, Maria Teresa Caccamo, Luca Cianfaroni, Vincenzo Borgese, Davide Vigna, Rositano e Iaria.
Secondo l'impalcatura accusatoria, gli Ascone (legati ai Bellocco) sarebbero entrati in contrasto con i Sabatino di Rosarno (legati ai Pesce). La contrapposizione tra queste due famiglie avrebbe indotto i Pesce ad effettuare le azioni di fuoco nei confronti degli Ascone. La faida è scoppiato nell'agosto 2007, anche se ad aprire la mattanza è stato l'omicidio dei fratelli Maurizio e Domenico Cannizzaro, ritenuti vicini ai Bellocco e agli Ascone ed uccisi nel febbraio 1999. Tali omicidi avrebbero scatenato una lunga serie di eventi agguati, dall'attentato a Cosma Preiti sino all'omicidio di D'Agostino ed al tentato omicidio di Francesco Giovinazzo, culminando poi nell'agguato a Domenico Sabatino e nel tentato omicidio ai danni di Vincenzo Ascone avvenuto sul lungomare di Nicotera. Domenico Sabatino è stato poi ucciso nell'ottobre 2006. Il processo è stato aggiornato all'8 settembre prossimo. (g.b.)









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