I due erano stati condannati all'ergastolo nel processo di primo grado celebrato con il rito abbreviato. La procura generale aveva chiesto la conferma

Condannati all'ergastolo in primo grado per l'omicidio Pelaia, assolti per non avere commesso il fatto in appello. Pochi minuti fa la Corte d'appello di Reggio Calabria ha assolto dall'accusa di omicidio i cugini di Gioia Tauro Placido e Alessandro Giacobbe, difesi dagli avvocati Guido Contestabile, Domenico Putrino e Domenico Infantino. I due erano accusati dell'assassinio di Arcangelo Pelaia.

Il processo Il sostituto procuratore generale di Reggio Calabria aveva chiesto che quelle condanne fossero ribadite anche in appello. Una richiesta avanzata anche nelle repliche di ieri, nel corso delle quali aveva anche chiesto di riaprire il dibattimento per sentire il collaboratore di giustizia Pasquale Labate. Una richiesta rigettata dalla Corte d'assise d'appello di Reggio Calabria, che le ha ritenute non importanti per la decisione finale, e che alla fine ha mandato assolti i due gioiesi. 

L'omicidio Arcangelo Pelaia è stato ucciso in piazza Matteotti a Gioia Tauro nel primo pomeriggio del 29 giugno del 2013. Pelaia è stato raggiunto da 9 colpi di pistola mentre era a bordo della sua autovettura. La sua auto è stata speronata da quella dei killer prima di essere freddato. Nell’omicidio sono coinvolti, e già condannati in primo grado nel processo in ordinario, anche Giovanni Polimeni, considerato l’esecutore materiale ed i due fratelli Biagio e Marcello Giacobbe, ritenuti ideatori, registi e mandanti del delitto.
La vendetta Il movente sarebbe da ricercare nela vendetta della famiglia Giacobbe in risposta al duplice omicidio avvenuto il primo luglio 2005, quando morirono Saverio e Leonardo Giacobbe, delitto per il quale il fratello di Arcangelo, Giuseppe Pelaia, sta scontando una pena definitiva nel carcere di Saluzzo in provincia di Cuneo.