Una tragedia silenziosa, consumatasi nel cuore di un condominio tra l'indifferenza del tempo e il vuoto di legami familiari. Si è concluso nel peggiore dei modi il giallo di via Giordano Bruno, dove sabato scorso, 21 febbraio, i Carabinieri e i Vigili del Fuoco hanno rinvenuto il cadavere di un uomo all'interno della sua abitazione.

A far scattare le operazioni di soccorso sono stati i residenti dello stabile che, non vedendo l'uomo da diverso tempo e insospettiti da un silenzio prolungato e inquietante, hanno deciso di chiedere l'intervento delle forze dell'ordine.

Una volta forzata la porta d'ingresso dell'appartamento, i Vigili del Fuoco si sono trovati di fronte a una scena drammatica. L'uomo giaceva esanime nel proprio letto; secondo i primi rilievi effettuati dal medico legale intervenuto sul posto, il corpo si trovava già in una fase di premummificazione.

I riscontri tecnici e lo stato dei resti lasciano ipotizzare che il decesso sia avvenuto per cause naturali almeno venti giorni prima del ritrovamento. Per quasi tre settimane, dunque, l'uomo è rimasto solo, senza che nessuno cercasse di varcare quella soglia o si accorgesse della sua scomparsa.

Le indagini avviate immediatamente dai Carabinieri per risalire a eventuali congiunti o parenti prossimi non hanno dato, al momento, alcun esito. L'uomo sembra non avesse legami attivi, un dettaglio che rende ancora più amaro l'epilogo di questa vicenda.

In assenza di familiari che possano reclamare la salma o provvedere ai riti funebri, le procedure di legge hanno stabilito che il corpo venisse affidato al Comune. Sarà dunque l'ente pubblico a farsi carico della sepoltura, garantendo un ultimo atto di dignità a un cittadino che la vita, e la morte, hanno lasciato tragicamente isolato.