E' slittata al 10 giugno l'apertura del processo d'appello bis, a Torino, che tra gli imputati annovera Roberto Rosso, ex assessore regionale per Fdi, accusato di voto di scambio politico-mafioso.

La presidente della Corte, Alessandra Bassi, ha spiegato alle parti che a causa di una incompatibilità è necessario cambiare la composizione del collegio. Il procedimento è uno degli ultimi filoni originati dalla maxi inchiesta Fenice-Carminius sulla presenza della 'ndrangheta in Piemonte.

La Cassazione, lo scorso febbraio, aveva annullato una precedente sentenza d'appello, ordinando un nuovo passaggio davanti ai magistrati subalpini per il vaglio della posizione di cinque imputati.
Le incompatibilità - come ha detto in aula la presidente - riguardano la stessa Bassi, che nel corso di un procedimento connesso si è occupata di alcune vicende trattate anche in questo fascicolo, e di una giudice che nel 2019, quando svolgeva funzioni di gip, nel corso delle indagini autorizzò la proroga di una serie di intercettazioni.
Rosso era stato condannato a 4 anni e 4 mesi di reclusione: secondo la procura, in occasione delle elezioni regionali del 2019 si accordò con due presunti boss per raccogliere promesse di voto. Nel corso dell'udienza di oggi Fratelli d'Italia ha confermato la costituzione di parte civile.