Il procedimento giudiziario scaturito dall'inchiesta denominata in codice "Passepartout" rimarrà a Catanzaro. Il gup Alfredo Ferraro ha infatti rigettato tutte le questioni preliminari avanzate dalle difese che chiedevano di trasferire gli atti al Tribunale di Cosenza per competenza territoriale. Se processo sarà, Mario Oliverio, Mario Occhiuto, Luigi Incarnato e Nicola Adamo, più altri sedici indagati tra politici, dirigenti regionali, tecnici e imprenditori coinvolti nell'inchiesta, verranno giudicati in primo grado dai giudici catanzaresi. A vario titolo devono rispondere di turbata libertà degli incanti, corruzione propria aggravata, traffico di influenze illecite, abuso d'ufficio, frode nelle pubbliche forniture. Al centro dell'indagine gli appalti del nuovo ospedale di Cosenza e la metro leggera di collegamento con Rende.

Rito abbreviato. Nell'udienza di oggi sono state formalizzate dal collegio difensivo le richieste sulla scelta del rito. In cinque hanno optato per l'abbreviato. Si tratta di Tito Bertinulli, Fortunato Varone, Eugenia Montilla, Giovanni Forciniti, Pasquale Gidaro. Se rinviati a giudizio, gli altri indagati andranno a dibattimento con il rito ordinario. Il gup ha quindi rinviato l'udienza al prossimo 30 marzo, data entro la quale verranno definiti i riti per gli imputati e il giudice potrebbe decidere su eventuali rinvii a giudizio.

A rischio processo. In totale sono 20 gli indagati: Mario Oliverio, presidente della Regione Calabria; Nicola Adamo, ex consigliere regionale; Luigi Incarnato, commissario della Sorical; Mario Occhiuto, sindaco di Cosenza; Luca Morrone; Luigi Giuseppe Zinno, ex dg regionale dei Lavori Pubblici; Giuseppe Lo Feudo; Pietro Ventura, Rocco Borgia; Antonio Capristo; Giuseppe Trifirò; Tito Nulli Berti; Santo Marazzita; Pasquale Gidaro; Arturo Veltri; Giulio Marchi; Armando Latini; Giovanni Forciniti; Fortunato Varone; Eugenia Montilla.