Una durissima lettera firmata da tutti gli eletti in seno a palazzo "Luigi Razza" mette in discussione l'operato del presidente della Regione a 360 gradi

Venti di guerra nel Partito democratico. I rapporti tra il gruppo consiliare dem di Vibo Valentia ed il governatore non è mai stato idilliaco, ma adesso sembra decisamente precipitare. Sono accuse pesantissime quelle che l'intera squadra del Pd rivolge al presidente della Regione, espressione dello stesso partito e vicino al parlamentare Bruno Censore.  Sotto la lente d'ingrandimento, sanità, disoccupazione, servizi, degrado sociale.

Di seguito la lettera integrale sottoscritta dal capogruppo Giovanni Russo e dai consiglieri Stefania Ursida, Giuseppe Cutrullà, Maria Fiorillo, Pasquale Contartese, Antonia Massaria, Antonino Roschetti, Sabatino Falduto. 

"Abbiamo rispetto assoluto - scrivono gli eletti - verso gli organismi di partito e , in maggior parte, verso le istituzioni . E sappiamo bene, dunque, che il confronto sui problemi della Calabria debba trovare concreto impulso all’interno delle sedi politiche – che rappresentano il terreno ideale di coltura per individuare le soluzioni tecniche alle tante emergenze che attraversano i nostri territori . Ma siamo costretti , stavolta, a ricorrere allo strumento della denuncia pubblica per stigmatizzare l’apatia istituzionale e politica che la giunta regionale da mesi dimostra nei confronti della città di Vibo Valentia".

"Le belle parole che hanno contraddistinto la campagna elettorale dell’autunno 2014 – la stagione in cui Mario Oliverio è stato eletto presidente della Regione – sono rimaste tali: belle parole, appunto; malriusciti esperimenti di dialettica (ed estetica) politica che si ripercuotono oggi come boomerang nei confronti di chi l i ha esercitati".

"Il cupo scenario che sovrintende la Calabria non ha bisogno di arguti pensatori e interpreti per essere banalmente declinato nei suoi aspetti nodali : il fallimento degli obiettivi strategici appare evidente ai più, soprattutto se rapportato allo stato socio-economico in cui versa la città di Vibo Valentia. Le promesse sono state disattese e le scusanti che hanno favorito il contenimento del disagio latente non bastano più a contenere la rabbia che serpeggia tra i cittadini di questa fetta, bella e dannata, di Calabria".

"I dati sono oggettivi, e inequivocabili:
nonostante la città di Vibo Valentia stia vivendo da tempo un grave problema legato alla salubrità dell’acqua – che potrebbe essere mitigato e addirittura risolto attraverso un organico intervento sulla rete idrica – continua a rimanere fuori d a i circuiti di finanziamento invece assegnati ad altre realtà;

il porto di Vibo Marina – infrastruttura dalle potenzialità turistiche e commerciali impressionanti – non trova l’attenzione e il supporto tecnico necessario al l’avvio di un percorso di potenziamento che darebbe (anche nell’immediato ) ristoro alla devastante fame di lavoro;

la sanità pubblica resta appesa al filo di scelte esterne (e interne) che ostacolano la crescita a beneficio di quella privata i cui impulsi di espansione trovano sempre seguito immediato. Il caso della mancata costruzione dell’Ospedale di Vibo Valentia, insieme a quelli di Gioia Tauro e Sibari, rappresenta l’esempio plastico dell’inadeguatezza di governo rispetto ai grandi temi su cui si misura la capacità di una classe politica di dare risposte alle istanze della collettività. È certamente vero che gli incidenti di percorso (gravi) che hanno interessato la società contraente non favorisco no lo sblocco definitivo della “pratica ospedale” ;  ma è assai più grave che la Regione stessa, al momento, non sia neanche in grado di comprendere se e quando i lavori potranno essere avviati; se e cosa accadrà al percorso tratteggiato da parecchi anni , ormai , per restituire dignità al settore della sanità pubblica affidata alle sorti delle tante professionalità mediche esistenti sul territorio, ultimo baluardo lasciato in trincea a combattere in solitaria una battaglia contro i mulini al vento della politica irresponsabile".

"Le politiche di supporto al turismo, di cui il Vibonese e la città restano culla, non sembra si discostino affatto dalle inefficaci pratiche del passato che hanno portato il territorio a rimanere ancora una volta fuori dall’assegnazione delle Bandiere blu nonostante l’evidente bellezza di un’area geografica considerata alla stregua delle località balneari più belle al mondo. E non consolino i riconoscimenti gastronomici internazionali che, da soli, non basteranno di certo a rilanciare l’economia su scala regionale così come qualcuno vorrebbe far credere…"

"Sulla disoccupazione giovanile meglio stendere un velo pietoso: qualche bando regionale finanziato con fondi europei non potrà certo nascondere le carenze evidenziate dalla mancanza di un vero e ampio progetto di supporto ad agricoltura e imprese, magari da pianificare con il contributo di tutti gli attori che concorrono al sistema produttivo del territorio. Due anni e mezzo di gestione della cosa pubblica non sono bastati al governatore Mario Oliverio a dare segnali concreti di inversione di tendenza rispetto alle cattive pratiche del passato. Il giro di boa del mandato è imminente. L a giunta ( che sin qui è riuscita a nascondersi dietro il paravento della programmazione nonché del raddrizzamento delle storture rinvenute al momento dell’insediamento a dicembre 2014 ) adesso deve dimostrare la capacità di rendersi protagonista del cambio di rotta tanto strombazzato prima delle elezioni".

"Da rappresentanti istituzionali del Partito democratico, in Consiglio comunale a Vibo Valentia , chiediamo a te presidente Oliverio un incontro in città. Le chiediamo di venire a toccare con mano le emergenze che, filtrate, spesso non riesce neanche a percepire lontanamente . E gli chiediamo di farlo subito perché il tempo che resta a disposizione sul piano della gestione amministrativa della Calabria è veramente poco . Il rischio che questo mandato non lasci il segno è forte , così come forte è il rischio che un segno negativo comunque resti …"

"La politica è un conto; la gestione della cosa pubblica un altro. Coniugare i due aspetti, implementandoli, è ciò che dovrebbe caratterizzare la nostra azione . È necessario ripartire dal basso, dai territori, dal contatto diretto con la gente che soffre disservizi e disagi di ogni tipo. Noi proponiamo a Mario Oliverio di colmare queste sue lacune incontrandoci presto; fintanto , cioè , che v i sia ancora spazio per restituire alla politica e alle istituzioni la dignità e il ruolo offuscati da interessi territoriali di parte rispetto ai quali la città di Vibo Valentia non è più disposta a sottostare".