Presentata la proposta di legge del consigliere regionale Giuseppe Mangialavori per istituzionalizzare il "Tropea festival", ma a catalizzare l'attenzione è lo scontro a distanza con il primo cittadino

di MIMMO FAMULARO

Una proposta di legge per istituzionalizzare il Tropea Festival Leggere&scrivere. Un evento culturale giunto ormai alla sua quarta edizione. A metterla in cantiere è stato il consigliere regionale Giuseppe Mangialavori che l'ha esposta questa mattina nel corso di una conferenza stampa tenutasi nei locali del Sistema bibliotecario vibonese.

La proposta di Costa. All'incontro con i giornalisti hanno preso parte anche Maria Teresa Marzano, Gilberto Floriani ed il sindaco Elio Costa. E proprio da quest'ultimo sono arrivate alcune proposte destinate a far discutere. Rivolgendosi a Mangialavori, il capo dell'esecutivo ha auspicato un cambio di denominazione: "Vorrei che si aggiungesse a fianco alla parola Tropea il nome della nostra città in una prima fase per poi arrivare ad eliminare del tutto Tropea e chiamare l'evento definitivamente Vibo Festival leggere&scrivere".

La replica su facebook. "Questa - scrive sui social il consigliere regionale Mangialavori - non è la mia volontà. E' nata a Tropea e Tropea deve rimanere. Al massimo si può pensare di aggiungere il nome di Vibo. Del resto nel corpo della legge Tropea riveste un ruolo di primo piano".

La proposta di legge. Nel merito della questione è entrato invece il coordinatore provinciale di FI: “Questa è un'idea – ha detto Mangialavori – che nasce da lontano. L'obiettivo è di creare uno strumento che vada incontro alle esigenze degli organizzatori e superi definitivamente le difficoltà economiche”. Per un festival nato a Vibo Valentia, “una città che ha molta sete di cultura”, significherebbe acquisire dimensione regionale. La proposta di legge specifica che la sede centrale del festival sarà palazzo “Gagliardi”, anche se l'evento diverrà itinerante coinvolgendo i principali centri della provincia dall'entroterra alla costa: oltre a Tropea, Mileto, Nicotera, Pizzo e Serra San Bruno. Mangialavori ha auspicato l'appoggio di tutta la deputazione provinciale e si è detto convinto di riuscire ad avere l'appoggio degli altri colleghi in Consiglio regionale. Di ordine burocratico l'unico ostacolo da superare perché istituzionalizzare il Festival significa anche trovare 100mila euro all'anno per sostenerlo.