"Troppi angoli della nostra Calabria sono diventati simboli di abbandono: il mare non è più azzurro. È verde, sporco, offeso. Le sue onde non raccontano storie di pescatori e di vento, ma trasportano plastica, schiuma e vergogna. La spiaggia non accoglie più le risate dei bambini, ma il silenzio amaro di chi osserva rifiuti a perdita d'occhio, tra bottiglie vuote, alghe marcite e incuria".
E' amaro il commento di una lettrice, che - come si evidenzia nelle foto a corredo dell'articolo - denuncia "la sporcizia e l'incuria" a Pizzo Calabro, in zona Nautico.
"È uno schiaffo a chi ama il mare, a chi ha a cuore la Calabria. È uno schiaffo ai turisti, che arrivano sognando cartoline e trovano cartacce. Ma è soprattutto un tradimento: del mare stesso, della natura che ci è stata affidata, della dignità di chi ci vive accanto ogni giorno. Non bastano più le scuse. Non servono i "faremo" e i "stiamo monitorando". Servono mani che puliscono. Serve volontà che cambia. Serve rispetto. Il mare non è solo un luogo. È un diritto. E se lo continuiamo a trattare come una discarica, ci troveremo sommersi non solo dai rifiuti, ma dalla nostra stessa indifferenza".