"Ho preso atto delle esternazioni di Giuseppe Russo, candidato della lista Vibo Unica, e relativa alla vicenda processuale che mi vede con lui coinvolta in un ormai noto contenzioso elettorale. Premetto di essere poco incline alle polemiche personali ed a certi toni, che non rientrano nel mio modo di intendere l’impegno in politica, ma mi trovo costretta a dovere precisare alcuni punti essenziali, se non altro per dovere di verità e per rispetto degli elettori che mi hanno riservato una considerevole fiducia".

Claudia Gioia non perde tempo e, a stretto giro, replica a Russo - non eletto a vantaggio della stessa Gioia per una decina di preferenze - che nelle ultime ore, in attesa del pronunciamento del Tar atteso ad aprile, ha reso noto che «l’esito dei controlli effettuati dalla Prefettura avrebbe già riscontrato la sua vittoria».

«Russo - è la replica del consigliere comunale - utilizza volgarmente il termine “abusiva” per evidenziare come il seggio che, ad oggi, ricopro in consiglio comunale sia frutto di un mio personale atto di prevaricazione. In merito a ciò respingo con forza questa ricostruzione e, di contro, evidenzio di essere stata proclamata eletta dall’Ufficio Centrale elettorale presieduto da un magistrato e con sede presso il Tribunale di Vibo Valentia. In particolare la proclamazione è avvenuta a sua volta sulla base di un verbale redatto da un presidente di seggio e da tutti gli scrutatori che hanno attestato, con fede pubblica, il numero di preferenze valide attribuite alla mia persona all’esito dell’attività di scrutinio. In funzione di tale procedimento occupo la mia postazione istituzionale e, pertanto, il termine “abusiva”, che considero diffamatorio e rispetto al quale mi riservo di valutare ogni opportuna azione giudiziaria a tutela della mia onorabilità, non è altro che il frutto di una errata, strumentale e, per come già detto, volgare ricostruzione di Russo».

E ancora: «Sin dalla mia proclamazione Russo ha ritenuto di diffondere comunicati stampa ventilando la possibilità di una mia immediata destituzione alla luce di un verbale di correzione del risultato elettorale, ritenuto poi non bastevole dal Tar, che ha ritenuto di avviare il procedimento di verificazione. Evidenzio, infine, che le questioni che saranno oggetto di una valutazione da parte della magistratura non attengono esclusivamente alla questione numerica relativa al riconteggio dei voti ma anche a valutazioni di merito in ordine all’eccepita nullità del procedimento di verificazione alla luce della documentata mancata integrità dei plichi rispetto ai quali tale procedura è stata espletata. Pertanto, ritengo doveroso attendere l’udienza che si terrà nel mese di aprile all’esito della quale verrà emessa una sentenza che definirà il giudizio ed alla quale mi rimetterò con il rispetto che una donna di legge riserva alle statuizioni giudiziarie», conclude Claudia Gioia.