Oggi, 5 novembre 2020, ad un anno esatto dalla presentazione della piattaforma contrattuale, i metalmeccanici, anche in Calabria come in tutto il Paese, hanno scioperato 4 ore per il rinnovo del contratto nazionale Federmeccanica – Assistal scaduto ormai da 10 Mesi.
In Calabria, nell’ambito delle 4 ore sono stati programmati tre sit-in che si sono svolti nel rispetto rigoroso di tutte le prescrizioni anticontagio:

1) a Cosenza in Piazza XI Settembre – davanti la Prefettura – dalle ore 10 alle 12;
2) a Reggio Calabria, nell’area antistante lo stabilimento HITACHI dalle 10 alle 12;
3) a Vibo Valentia, nell’area industriale dalle ore 10 alle ore 12.

In particolare lo sciopero vuole essere una risposta alla intransigenza di Federmeccanica e Assistal che stanno impedendo la trattativa per il rinnovo del CCNL, in Calabria unico baluardo di tutela salariale e dei diritti nel lavoro. Lo sciopero pone al centro questioni fondamentali come: la difesa dell’occupazione ed il rilancio dell’industria metalmeccanica; l’aumento del salario, il miglioramento del welfare, dei diritti e delle tutele; la salute e la sicurezza dei lavoratori; la stabilizzazione dell’occupazione precaria e l’introduzione della clausola sociale nei cambi appalti; la contrattazione dello smart-working e della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro; il rilancio delle politiche di investimento nel Mezzogiorno ed in Calabria.

Nel quadro generale di profonda preoccupazione per l’evoluzione negativa della pandemia covid19 i metalmeccanici calabresi insieme a FIM –FIOM e UILM hanno chiaro che conquistare il rinnovo del CCNL serve ad impedire che le criticità e le debolezze del tessuto indutriale vengano scaricate tutte sul lavoro.

A Vibo Valentia, nell'area industriale delle "Marinate", ecco il presidio delle tre sigle che rappresentano i metalmeccanici: presenti i segretari territoriali: Antonio Callà, Fiom-Cgil, Amedeo De Lucia, Uilm, Nunzio Mazzitelli, Fim-Cisl. Presente anche il segretario generale CGIL dell'area vasta CZ-KR-VV, Enzo Scalese, oltre naturalmente ai lavoratori dell'ex Nuova Pignone.

Coro unanime: "Chiediamo - afferma Mazzitelli - più rispetto per i metalmeccanici, per il salario cercando di equipararlo al resto d'Europa". "Si sta sfruttando il Covid con le industrie che si stanno nascondendo dietro questa crisi - afferma De Lucia - per non rinnovare il contratto nazionale". "Siamo qui per difendere il valore assoluto del contratto nazionale - afferma Callà - soprattutto dove qui nella nostra provincia è diffuso il lavoro nero. Siamo in un'area che vantava decine di aziende metalmeccaniche, molte aziende hanno chiuso e dal rinnovo del contratto noi vogliamo rilanciare l'idea di un nuovo sviluppo industriale".

https://www.youtube.com/watch?v=_oFTOYQpDMg

Scalese ha, peraltro, fatto il punto anche rispetto al problema sanitario ed alla zona rossa: "Per noi diventa fondamentale garantire il diritto alla salute a tutti i cittadini in un momento così complicato. Va fatta una seria riflessione ed in questi mesi abbiamo sollecitato più volte le istituzioni con l'obiettivo che tutto ciò fosse evitato".

https://www.youtube.com/watch?v=ygpu9dFFjnE

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