Inferi, nel Vibonese la storia vera di un sopravvissuto alla ‘ndrangheta
"Inferi", la storia vera di un sopravvissuto alla ndrangheta. Si è tenuto ieri sera presso la Biblioteca Comunale del Comune di Dasà, un importante convegno dedicato alla presentazione del libro " Inferi" scritto da Antonio De Masi, imprenditore vittima delle vessazioni mafiose, e Pietro Comito, giornalista e scrittore.
L'evento, organizzato dall'Associazione Culturale Dasaese in collaborazione con il movimento Aquila Rossa e l' Associazione Libera , ha visto la partecipazione di illustri ospiti del panorama istituzionale e sociale.
Nel suo intervento di apertura il sindaco di Dasà, Raffaele Scaturchio dopo aver ringraziato i presenti, ha annunciato la presentazione (prevista per domani) di una delibera per intitolare la sala conferenze della Biblioteca Comunale a Pino Russo e l' intitolazione del campetto di calcio a Filippo Ceravolo , entrambi vittime innocenti di mafia; sottolineando l'importanza della memoria e del ricordo.
A seguire gli interventi del presidente dell'Associazione Culturale, Francesco Romanò, e del presidente del movimento Aquila Rossa, Claudio Gentile.
Il primo, citando Brecht "sventurata la terra che ha bisogno di eroi" , ha sottolineato il valore di un impegno corale. Il secondo ha posto l' accento sull' importanza di sostenere con forza, impegno e determinazione questi uomini eccezionali. Uomini che ,come più volte rimarcato dal prefetto di Vivo Valentia, Anna Aurora Colosimo, hanno sempre la schiena dritta e son detentori di un messaggio positivo.
Un momento particolarmente toccante è stato l'intervento del giornalista Comito, che ha ripercorso per sommi capi la vita di De Masi, la sua storia personale , la sua infanzia ed adolescenza, l' enorme rilevanza che ha avuto il padre nella sua crescita personale, l' incubo di vivere una vita nella paura per sé e per i propri cari, ma rimarcando i valori di questo grande uomo che lui stesso definisce di acciaio.
Comito ha evidenziato il fatto che questo non è un libro di ndrangheta, ma di speranza. Momento cruciale l' intervento di De Masi , il quale ha sottolineato il fatto che questo libro sia nato dalla ferma volontà di consegnare ai propri figli ed a giovani in generale, un testamento che sia di monito per chiunque abbia ancora la capacità di pensare che questa terra martoriata sia realmente in grado di rinascere. Egli ha rivelato che gli elementi portanti della sua vita son la sua fede incrollabile in Dio e nello Stato. L' eco delle sue parole: "Riappropriatevi del vostro destino, non commemoratemi da morto, ma aiutatemi da vivo" ha riempito la sala gremita che si è sciolta in un lungo applauso segno tangibile di vicinanza e sostegno.
Appassionanti, stimolanti e carichi di spunti, gli interventi di Matteo Luzza (moderatore, presidente di Libera Memoria e fratello di Pino Russo), don Pino De Masi, referente di Libera Gioia Tauro, di Maria Joel Conocchiella, referente di Libera Vibo Valentia, e di Giuseppe Borrello referente di Libera Calabria.
