Le omissioni da parte dei medici ci sarebbero state nella caduta dalla barella di un paziente poi morto in una clinica del Cosentino. Pertanto, il gip del Tribunale di Paola ha respinto la richiesta di archiviazione per i medici di una casa di cura di Belvedere Marittimo e ha deciso di rinviarli tutti a giudizio, accogliendo la tesi della famiglia della vittima.

I cinque indagati dovranno rispondere di negligenza, imperizia ed imprudenza, mentre per i consulenti della Procura la morte sarebbe da ricondurre ad una dissociazione elettromeccanica con grave aterosclerosi coronarica calcificazione in paziente con esiti cicatriziali di pregressi infarti del miocardio, ossia per la diagnosi di Sca-Nstemi ad una insufficienza cardiovascolare respiratoria e non a causa della caduta dal letto del paziente in seguito alla quale quest’ultimo avrebbe riportato una ferita occipitale avvenuta il 10 agosto 2017.

Benito Belfiore è morto il 10 agosto del 2017 presso la casa di cura privata di Belvedere marittimo in cui era stato trasferito in codice rosso ed accettato in ambiente intensivo il 30 luglio 2017 dal pronto soccorso dell’ospedale di Paola con la diagnosi di Sca-nstemi infarto miocardico-. In buona sostanza per i periti la morte del paziente non è da attribuire alla condotta dei cinque sanitari. Il Gip accoglie la tesi della difesa della famiglia della vittima che si sono affidati alla consulenza del Professore Francesco Alessandrini ordinario di cardiochirurgia presso il policlinico gemelli di Roma che ha totalmente smontato le conclusioni a cui era pervenuto il ct del pm Francesco Greco che, secondo il giudice e così si legge nel provvedimento “fanno ritenere necessaria la verifica processuale dei fatti” della triste vicenda. Dunque, tutti a giudizio per il GUP. Il pubblico Ministero e le parti civili hanno chiesto ed ottenuto il rinvio a giudizio per omicidio colposo per la morte di Belfiore Benito.