In un’epoca in cui la scuola è chiamata a essere non solo luogo di istruzione, ma vero presidio di civiltà, il Liceo Classico "Michele Morelli" di Vibo Valentia firma un’iniziativa di straordinario spessore educativo. Il prossimo 20 aprile, alle ore 8:30, la cornice del Palamorelli si trasformerà in un agorà del pensiero libero per ospitare un ospite d'eccezione: il magistrato Nicola Gratteri.

L'evento, fortemente voluto dall'istituzione scolastica e organizzato da Maria Teresa Marzano, ruota attorno alla presentazione dell'ultimo lavoro editoriale firmato da Gratteri insieme ad Antonio Nicaso: "Come radici – Una storia sulle seconde possibilità" (Mondadori). Non si tratta di una semplice presentazione libraria, ma di un’occasione preziosa per i giovani del territorio di confrontarsi con una delle voci più autorevoli e coraggiose della lotta alla criminalità organizzata.

Il cuore della mattinata sarà il dialogo tra il magistrato e la giornalista e scrittrice Paola Bottero, un confronto che promette di scavare nelle "radici" del vivere civile, analizzando la possibilità di scegliere percorsi di legalità anche in contesti complessi.

A dare il via ai lavori saranno i saluti del dirigente scolastico, Raffaele Suppa, il quale ha ribadito con questa iniziativa la centralità del Liceo Morelli come polo culturale attivo nella formazione di cittadini consapevoli. Il titolo stesso dell'opera, incentrato sul tema delle "seconde possibilità", lancia un messaggio di speranza potente: la cultura è l’unico strumento capace di fornire ai giovani la forza per recidere i legami con l'illegalità e costruire un futuro basato sul merito e sull'onestà.

Organizzare un evento di tale portata conferma la vocazione del Liceo Classico e del Liceo Artistico "D. Colao" come istituzioni capaci di dialogare con i grandi temi della contemporaneità. Portare Nicola Gratteri tra i banchi significa offrire agli studenti non solo una lezione di diritto, ma una testimonianza di vita.

In un territorio che spesso cerca faticosamente la propria identità, il "Morelli" sceglie di piantare radici profonde e sane, dimostrando che la rivoluzione culturale parte dai giovani e dalla loro capacità di ascoltare, capire e, infine, scegliere da che parte stare.