Sanità in crisi a Vibo: pazienti di ortopedia senza fisioterapia
“È vergognoso, inaccettabile, disumano”: la carenza di personale e strutture mette a rischio il recupero dei malati

Una criticità che si protrae da oltre un mese mette in grave difficoltà i pazienti del reparto di ortopedia dell’ospedale di Vibo Valentia: l’assenza di fisioterapisti impedisce il corretto percorso riabilitativo dopo traumi, fratture o interventi chirurgici, compromettendo mobilità, autonomia e qualità della vita dei ricoverati.
“Nonostante le evidenze scientifiche, da settimane i pazienti non vengono adeguatamente movimentati”, denunciano gli avvocati dell’Osservatorio Civico Città Attiva, Daniela Primerano, Francesca Guzzo e Ornella Grillo. “Si tratta di una violazione inaccettabile del diritto alla salute, un degrado lento e inesorabile della sanità vibonese”.
La situazione è resa ancora più critica dall’esaurimento del budget della sola struttura privata accreditata della zona: “I ricoveri si allungano senza che i pazienti possano seguire la fisioterapia necessaria, rischiando di compromettere irrimediabilmente la qualità della vita”, spiegano gli avvocati.
A peggiorare le cose, episodi già eclatanti hanno attirato l’attenzione pubblica. “Un signore di 93 anni, dopo una frattura al femore, ha dovuto fare il giro di diversi ospedali calabresi prima di ottenere un posto a Vibo. La dottoressa Fazio ha definito quanto accaduto ‘vergognoso, inaccettabile, disumano’”, ricordano gli esperti. In passato, un cittadino aveva addirittura minacciato di darsi fuoco pur di garantire l’operazione alla madre nei tempi previsti dai protocolli.
“Serve urgentemente un reparto di recupero e riabilitazione e il ritorno del reparto di ortopedia al piano terra con i 20 posti letto originari”, sottolineano gli avvocati, evidenziando la carenza di organico e le lunghe attese per visite di controllo, aggravate dalla presenza temporanea di medici stranieri.
“È l’immagine di una sanità nella quale la coscienza ha ceduto il posto alla rassegnazione”, concludono gli avvocati, lanciando un monito chiaro alle autorità locali e regionali.
