Si apre il conclave: Dopo la 33ma o 34ma votazione si passerà direttamente al ballottaggio
Da oggi la Cappella Sistina tornerà ad ospitare uno degli eventi più segreti e carichi di mistero al mondo, un rito antico e solenne che da secoli accompagna la "nascita" dei nuovi Papi: il Conclave (dal latino "cum clave", cioè "chiuso con la chiave" o "sottochiave"), che solo nel 1996 divenne sede ufficiale per l'elezione del Pontefice con la Costituzione Apostolica "Universi Dominici Gregis" di Giovanni Paolo II.
All'interno sono state predisposte sedie di ciliegio - contrassegnate con nome e cognome di ciascun cardinale elettore - e tavoli di legno grezzo coperti da un panno beige e satin bordeaux, disposti su due file di diverso livello. Davanti all’altare, sotto il Giudizio Universale, un tavolo per l’urna in legno grezzo dove saranno raccolte le schede con i voti e un leggio con il Vangelo sul quale i porporati presteranno giuramento. I cardinali chiamati ad eleggere il 267mo successore di Pietro non cammineranno sul pavimento cosmatesco della Cappella Sistina, ma su una struttura piana in legno coperta da un panno beige, alta 50-60 centimetri da terra ed in linea con il secondo gradino dell’altare. Per ogni porporato sono previsti anche un sacchetto in velluto per ritirare le schede e i segnaposti con il loro nome, insieme ad una penna, una cartellina rossa d’appoggio e una scheda per scrutinio. Il numero massimo di cardinali elettori è stabilito in 120, anche se al momento gli aventi diritto al voto sono 135 e non è escluso, come avvenuto in passato, che possano essere concesse deroghe alla norma. Per tutti è fatto divieto assoluto di utilizzare qualsiasi dispositivo elettronico o mettersi in contatto con l’esterno.
Dopo la 33ma o 34ma votazione, comunque, si passerà direttamente, e obbligatoriamente, al ballottaggio fra i due cardinali che avranno ricevuto il maggior numero di voti nell’ultimo scrutinio. Anche in questo caso, però, sarà sempre necessaria una maggioranza dei due terzi. I due cardinali rimasti in lizza, inoltre, non potranno partecipare attivamente al voto. Se per un candidato i voti raggiungono i due terzi dei votanti, l’elezione del Pontefice è canonicamente valida. A questo punto l’ultimo dell’ordine dei cardinali diaconi richiamerà il maestro delle celebrazioni liturgiche e il segretario del Collegio cardinalizio. Il decano o il vice decano si rivolgerà all’eletto dicendo: "Acceptasne electionem de te canonice factam in Summum Pontificem?" (Accetti la tua elezione canonica a Sommo Pontefice?) e a risposta affermativa, soggiungerà: "Quo nomine vis vocari?" (Come vuoi essere chiamato?), domanda a cui il neoeletto risponderà con il nome pontificale. Dopo la solenne accettazione si bruceranno le schede, facendo in modo che da piazza San Pietro possa vedersi la classica fumata bianca.
