«Il Consiglio dei Ministri ha approvato in via preliminare il disegno di legge per il riconoscimento e la promozione delle zone montane». Lo asserisce il ministro per gli Affari Regionali Roberto Calderoli sottolineando che si tratta di «un provvedimento che finalmente andrà a colmare una lacuna del nostro ordinamento», atteso che «oltre il 35% dei territori italiani è montano, ma manca una precisa definizione di cosa è la montagna«.

Con questa legge, dice ancora il ministro, «puntiamo a risolvere la problematica, introducendo misure importanti a sostegno dei territori. Nel provvedimento - spiega sempre il ministro Calderoli - vengono inoltre previsti incentivi allo sviluppo economico e delle imprese, con agevolazioni per favorire i giovani e il ripopolamento dei territori montani».

Il testo ora è atteso in Conferenza Unificata, dopodiché tornerà in Cdm per la definitiva approvazione e successivamente verrà trasmesso alle Camere”.

Ma cosa prevede il Decreto? Il Decreto montagna e zone montane, ossia il Disegno di Legge “Disposizioni per il riconoscimento e la promozione delle zone montane” approvato dal Consiglio dei Ministri, introduce molti incentivi per le zone montuose italiane e numerose disposizioni relative ai servizi pubblici quali scuola, sanità, comunicazione, oltre che aiuti per i lavoratori. Previsti anche incentivi per gli investimenti, le imprese e lo smart working.

Incentivi per i docenti. Tra le misure più importanti previste dal Decreto sulla promozione delle zone montane, vi sono quelle per la scuola di montagna. Il testo del DDL, infatti, include varie agevolazioni per i docenti impegnati nelle scuole delle zone montane. In particolare, tra le misure previste, si prevede l’assegnazione di un punteggio supplementare per le graduatorie provinciali di supplenza a favore degli insegnanti che hanno prestato servizio in scuole montane situate in aree caratterizzate da particolari difficoltà socio-economiche. E ancora: il personale scolastico che lavora nelle scuole di montagna avrà diritto a un credito d’imposta per le spese di locazione di immobili, al fine di contribuire almeno in parte al costo dell’affitto.

Smart Working. Il Decreto montagna 2023 prevede degli incentivi per lo smart working nelle zone montane con lo scopo di contrastare lo spopolamento e promuovere l’integrazione economica e sociale della loro popolazione. Come funzioneranno? Per i primi due anni (dopo l’entrata in vigore della legge), le imprese che promuovono il lavoro agile come modalità di esecuzione ordinaria della prestazione lavorativa, possono beneficiare di un esonero totale dal versamento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro. Ciò vale per ogni lavoratore con un contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato o a tempo determinato di almeno 12 mesi, che lavora stabilmente in modalità di lavoro agile e che stabilisce la sua residenza principale e domicilio stabile nello stesso Comune. Per gli anni successivi al primo periodo, l’esonero è ridotto al 50% per il terzo e quarto anno e al 20% per il quinto anno.

Bonus casa in montagna. Il Decreto montagna 2023 prevede agevolazioni per la residenza e il domicilio stabile in montagna, come la deducibilità degli interessi passivi dei mutui per l’acquisto di proprietà immobiliari destinate a diventare la residenza principale. Le misure si affiancano a quelle per i mutui agevolati prima casa come confermate dalle novità sulla Legge di Bilancio 2024.

Bonus Sanità. Il provvedimento prevede un contributo fornito dagli operatori sanitari delle professioni sanitarie per la partecipazione ai concorsi presso il Servizio Sanitario Nazionale e l’assunzione presso le relative aziende degli operatori del comparto nelle zone montane. Sono previsti anche crediti d’imposta per l’acquisto di abitazioni a fini di servizio. Vi aggiorneremo sui dettagli appena saranno definiti.

Incentivi agricoltura. Buone notizie anche per gli imprenditori agricoli e forestali, inclusi consorzi forestali e associazioni fondiarie, che operano nei comuni montani. Tali imprenditori che effettuano investimenti mirati a generare servizi ecosistemici e ambientali vantaggiosi per l’ambiente e il clima, possono ricevere un credito d’imposta pari al 10% del valore degli investimenti effettuati tra il 1° gennaio 2024 e il 31 dicembre 2026.

Incentivi giovani. Arrivano aiuti per le imprese in montagna guidate dai giovani. Le piccole imprese e le microimprese in cui il titolare o almeno uno dei titolari non ha superato il 41° anno di età e che, dopo il 1° gennaio 2024, avviano una nuova attività nei Comuni montani, avranno diritto a degli incentivi. Gli incentivi, erogati come credito d’imposta pari al massimo al 15%, saranno validi per il periodo d’imposta in cui la nuova attività ha inizio e per i due periodi d’imposta successivi.