L'apertura delle scuole tiene con il fiato sospeso politica ed addetti ai lavori. Sugli istituti superiori l'amministrazione provinciale ha individuato una soluzione non senza difficoltà. Al Comune, invece, ancora tutto tace, nonostante palazzo "Luigi Razza". E la situazione per gli studenti dell'Infanzia, della scuola primaria e della secondaria di primo grado rischia di prospettarsi in tutta la sua "drammaticità" da qui a qualche settimana. Sulla vicenda interviene Gernando Marasco, del coordinamento cittadino del Partito democratico.

"A un mese dalla ripresa delle lezioni e con i contagi in costante aumento -spiega Marasco - la situazione delle scuole si fa preoccupante. E’ vero che il Ministero non ha fatto molto, in termini di stanziamento di fondi e di aumento del personale; accusare i sindacati di sabotaggio sa tanto di mettere le mani avanti da parte di una ministra di cui tutto si può dire, tranne che non abbia avuto capacità di imporsi e di imporre le sue vedute senza sentire le altrui ragioni, come nella vicenda della mancata stabilizzazione dei docenti precari che, nonostante insegnino ininterrottamente da anni, saranno sottoposti a un concorso in autunno-inverno e nel frattempo, dall’1 settembre, dovranno occupare da supplenti le cattedre che altrimenti resterebbero vacanti".

"E’ anche vero, però -prosegue Marasco - che la realtà scolastica italiana è molto variegata e tocca agli Enti locali, Province e Comuni, gestire al meglio le problematiche, senza piangersi addosso incolpando il Governo o, addirittura, gli esponenti locali delle forze politiche al governo; non sono stati costretti o estratti a sorte per amministrare Vibo Valentia o qualunque altra città, ma si sono presentati agli elettori e ne hanno chiesto e ottenuto la fiducia facendo promesse di buona amministrazione. Peraltro l’aiuto del Governo è in arrivo, con il decreto-legge del 14 agosto: gli enti locali entro il 26 agosto possono presentare richiesta di fondi per lavori di edilizia scolastica, affitti e acquisti o noleggio di strutture temporanee ad uso didattico. Nella richiesta occorre un’analisi dei fabbisogni, in termini di spazi, di trasporti, di traslochi di arredi e di studenti da ricollocare".

"Questa rilevazione -sottolinea Marasco - andava fatta per tempo e il tempo c’è stato. Le prime Linee Guida del Ministero, che tengono conto dei pareri del Comitato Tecnico Scientifico, sono del 26 giugno: è qui che si parla per la prima volta di distanziamento fisico di un metro tra un alunno e l’altro e da qui si doveva partire per verificare eventuali problemi di sovraffollamento delle aule e degli spazi scolastici in generale e per organizzare i trasporti locali degli studenti. Le stesse Linee Guida non vietano espressamente la rotazione o i turni tra gli alunni, ma la sconsigliano fortemente per le scuole del Primo ciclo (Infanzia, Primaria e Secondaria di Primo grado), mentre la prevedono come opzione per le scuole Superiori, specie nei trienni. I dirigenti scolastici hanno prontamente segnalato le criticità e i fabbisogni dei loro istituti, ai fini di garantire la frequenza a tutti gli alunni: se la finalità è questa, bisogna aumentare i mezzi o le corse dei trasporti locali e ampliare gli spazi scolastici, con interventi di edilizia leggera quali l’abbattimento di pareti e/o reperendo nuove sedi, magari adattandole alle attività didattiche".

"La Provincia di Vibo Valentia -riconosce l'esponente dem - ha affrontato per tempo l’emergenza; il Presidente Solano sembra avere trovato una soluzione accettabile per tutti, al netto di qualche disagio per una scuola-gigante come il Capialbi, che però vedrà le sue classi allocate tutte nel raggio di alcune centinaia di metri. Diversa pare la situazione delle scuole materne, elementari e medie, di competenza del Comune. A oggi non si hanno comunicazioni da parte dell’Amministrazione Comunale in merito alla situazione delle strutture scolastiche di sua competenza, nè in merito alle misure che si intendono adottare. Abbiamo ritenuto di chiedere ufficialmente chiarezza e risposte e il consigliere del PD Stefano Soriano ha depositato due interrogazioni agli assessori di competenza (Pubblica Istruzione e Lavori Pubblici): sulla sorte dei bambini delle due scuole dell’Infanzia di Vena e di via Jan Palach (dell’IC “Don Bosco”), le cui sedi sono in fase di ristrutturazione e quindi inagibili, e in generale sullo stato dei plessi degli Istituti Comprensivi della città. Particolarmente critica è la situazione dell’IC “Garibaldi - Buccarelli”, la cui scuola primaria “Domenico Savio” non è agibile per i lavori iniziati più di un anno fa. Inoltre nel plesso centrale di Piazza Martiri d’Ungheria e nel plesso “Bruzzano” servono interventi di edilizia leggera e bisogna reperire aule in più in edifici di proprietà comunale o di altri Enti / associazioni, altrimenti si renderanno necessarie misure quali i turni meridiani e antimeridiani oppure le rotazioni settimanali tra gli alunni".

"Siamo in una situazione complicata, che riguarda il bene forse più importante della comunità vibonese: quelle scuole in cui si formano i cittadini e si “allevano i cervelli”, sperando che non fuggano via tutti con la maggiore età. Bisogna remare tutti dalla stessa parte -conclude Marasco - senza fare speculazioni politiche e di nessun altro tipo, ma anche senza sottrarsi dal dare il proprio contributo, dal far pervenire le giuste sollecitazioni e, se necessario per scuotere chi si ritiene che trascuri o sottovaluti l’entità e la gravità dei problemi, dal lanciare grida d’allarme".