Tonnara di Bivona, un passato glorioso "chiuso" al pubblico (FOTO)
Per la riapertura del sito, che necessita di piccoli ma decisivi interventi, si è costituito un Comitato
di MICHELE LA ROCCA
Ma se d'Italia sopra il santo suolo
In Ipponio verrai dove corona
hanno i Bruzii di mar, colà vedrai
I tonni più eccellenti che la palma
Portan, vincendo di gran lunga gli altri.
Archestrato, siciliano di Gela vissuto nella seconda metà del quarto secolo avanti Cristo, fu l'autore di un poema in versi, intitolato forse Vita di Delizie, oggi noto come Gastronomia, scritto nel 330 a.C. E di cui Anteo ci ha tramandato solo alcuni frammenti. In uno di questi si trovano i versi con cui abbiamo aperto e che lodano i tonni pescati nel Vibonese. Non a caso in questo lembo di terra calabra sorsero diverse tonnare, tra cui le più celebri furono quelle di Bivona e di Pizzo.
La Tonnara di Bivona. E' forse la più antica di tutte. I primi manufatti dedicati alla pesca del tonno risalgono all'XI secolo, allorchè in Calabria ed a Mileto giunse Ruggero il Normanno, già nel 1081 in uno dei privilegi emanati dal sovrano in favore dell'Abbazia di Mileto viene menzionata Bivona descritta: “... cum portu suo, ac tunnaria, et omnibus pertinentiis”. Dal 1500 la Tonnara viene ceduta dall'Abbazia di Mileto al Duca di Monteleone si hanno notizie e fonti più dettagliate sulla tonnara di Bivona , ma anche sulle altre sorte in Parghelia, Sant'Irene, Pizzo e Briatico.
Fin qui la storia. Una storia avvincente a tratti, ed avventurosa fatta di investimenti feudali prima ed imprenditoriali poi. La Tonnara di Bivona che conosciamo noi è stata edificata nel 1885 da Gaetano de Carolis e ristrutturata nel 1911 dal marchese Enrico Gagliardi, ed è composta da una palazzina edilizia a due piani, che ospita una cappella dedicata ai santi Antonio e Francesco di Paola, da un'ampia loggia, da magazzini e dall'abitazione del Rais. La loggia destinata ad ospitare i barconi usati per la mattanza è un unicum a livello regionale, costruita con capriate in legno di quercia, colonnati anche in quercia, rappresenta un autentico capolavoro dei maestri d'ascia locali e siciliani di fine dell'ottocento. Nel periodo di maggior floridezza, nella tonnara lavoravano dai settanta ai novanta pescatori, sotto la guida del Rais, il capo assoluto. Nella loggia sono ospitati alcuni barconi, alcuni in buono stato di conservazione, altri rovinati, ma sempre bellissimi e suggestivi perchè da soli raccontano una storia di mare millenaria, fatta di sudore, lotte, sangue e sacrifici, ma di una bellezza unica, di cui in questi anni si è occupato, scrivendone e ricercandone, lo studioso vibonese Antonio Montesanti.
Il restauro. Oggi la Tonnara di Bivona, dopo alcuni lavori di restauro di alcuni anni fa, resta chiusa al pubblico, pur essendo di proprietà dello Stato. Per la sua apertura necessita di piccoli ma decisivi interventi. Per questo motivo, in occasione del concorso Fai i Luoghi del Cuore, si è costituito un Comitato per votare il sito tra quelli più meritevoli di interventi. Del Comitato fanno parte l'associazione storico culturale ViboInsieme, la Pro Loco di Vibo marina. l'associazione Argonauta e la scuola Media “Vespucci” di Vibo Marina. Il Comitato è aperto per altre adesioni. Per consentire la maggiore diffusione del voto è stata avviata una raccolta firme, per il momento si può firmare a Bivona presso l'edicola a fianco della Tonnara e a Vibo Marina presso la sede della Pro Loco. Obiettivo del Comitato è l’istituzione di un moderno e funzionale Museo del Mare.





