Rompere la catena della violenza intervenendo alla radice del problema. È questo l’obiettivo del protocollo d’intesa siglato dal Questore di Vibo Valentia, Rodolfo Ruperti, e dalla presidente dell’associazione CIPM Calabria ETS, Lidia Fiscer. Un accordo strategico che punta i riflettori non solo sulla tutela delle vittime, ma anche sul recupero dei "soggetti maltrattanti", con una sezione dedicata specificamente ai minori.

L’iniziativa si articola in due rami simbolici: il protocollo “Zeus”, rivolto agli adulti, e il protocollo “Perseo”, pensato per i giovanissimi che devono affrontare e superare le proprie derive violente. In concreto, chi riceve un ammonimento del Questore non sarà solo sanzionato, ma verrà invitato a intraprendere un percorso rieducativo assistito da psicologi ed educatori specializzati del CIPM. L'obiettivo è duplice: analizzare le cause profonde dell'aggressività e reintegrare il soggetto in dinamiche relazionali e familiari sane, riducendo drasticamente il rischio di recidiva.

Il protocollo arriva in un momento normativo cruciale. A seguito del recente Decreto Sicurezza (D.L. n. 23 del 24 febbraio 2026), le maglie dell'ammonimento si sono infatti allargate. Il provvedimento può ora colpire non solo i minori ultraquattordicenni per casi di bullismo e cyberbullismo e la misura è estesa anche ai minori tra i 12 e i 14 anni responsabili di reati gravi come rissa, lesioni personali, minaccia o violenza privata, specialmente se commessi con l'uso di armi o strumenti atti a offendere.

Oltre alla firma del protocollo, l’incontro è servito a gettare le basi per una presenza fisica costante sul territorio. La Presidente Fiscer ha infatti confermato la disponibilità del CIPM (che ha sede principale a Siderno) a operare direttamente a Vibo Valentia, dove verrà individuato un nuovo spazio comune protetto. Qui si terranno i colloqui trattamentali, garantendo così una risposta immediata e locale alle criticità sociali della provincia.