Un anno e quattro mesi con pena sospesa. Questa la condanna emessa dal giudice del Tribunale monocratico di Vibo Valentia Anna Moricca nei confronti di Rocco Fiasché, 55 anni di Rosarno, ginecologo in servizio nel reparto di Ostetricia e Ginecologia dell'ospedale Jazzolino, accusato del reato di procurato aborto per la morte del piccolo Santiago Arena, risalente al 2 giugno del 2014. Accolta la richiesta di provvisionale ai genitori del piccolo, Maria Antonietta Ferrinda e Marco Arena, difesi dall'avvocato Carmine Pandullo e dell'avvocato Francesco Arena. Il pm Perlingieri aveva chiesto la trasmissione degli atti alla Procura di Vibo per la posizione della dottoressa Daniele Fusca, già indagata nell'ambito dello stesso procedimento e la cui posizione però è stata archiviata dal gup Lupoli nonostante l'opposizione della difesa. Stessa richiesta di trasmissione degli atti alla Procura per il dottore Gianfranco Marataro, fino ad oggi mai indagato.




L'inchiesta. Secondo l’accusa, Rocco Fiaschè, medico di turno all’epoca dei fatti nel reparto di ginecologia dell’ospedale “Jazzolino” di Vibo Valentia, dalle ore 8 alle ore 14 del 2 giugno 2014 "avrebbe posto in essere una condotta negligente nel predisporre un’operazione urgente di taglio cesareo sul bimbo di Maria Antonietta Ferrinda di Tropea". Il ginecoloco Fiaschè, ad avviso della Procura, pur avendo correttamente diagnosticato la situazione di grave sofferenza fetale – che avrebbe imposto il taglio cesareo non oltre i trenta minuti dalla diagnosi – non avrebbe provveduto all’immediata predisposizione di quanto occorrente ad espletare il parto in somma urgenzain contemporanea a quello a cui era sottoposta altra puerpera (intervento iniziato alle 8.30 e concluso alle 8.55). In particolare, secondo l’accusa, il ginecologo avrebbe omesso di allertare il secondo medico reperibile. Così facendo, l’imputato non avrebbe impedito l’interruzione della gravidanza per morte del feto che si è verificata il 2 giugno 2014 in un lasso di tempo intercorrente fra le ore 9:08 – orario dell’ultimo tracciato cardiografico – e le ore 10:10, momento dell’estrazione del feto ormai senza vita.