Si profila la fondatezza delle ragioni dei lavoratori che si dicono "pronti ad andare avanti" per conseguire l'obiettivo

Con l'ordinanza cautelare di qualche giorno fa, si è riaccesa la speranza per i lavoratori del Comune di Pizzo che ormai da più di un anno hanno iniziato una battaglia legale per vedersi riconosciuto il diritto alla stabilizzazione. Un punto a favore dei lavoratori, difesi dall'avv. Massimiliano De Benetti del foro di Padova assistito nella vicenda da Alessia Pittelli, che non hanno mai smesso di credere nella fondatezza delle loro ragioni.

Secondo il Consiglio di Stato, infatti, vi sono profili di fondatezza del ricorso proposto in quanto in realtà la “giunta comunale di Pizzo aveva già adottato (nell’esercizio del suo potere di autotutela) la nuova delibera per adeguarsi alla pronuncia della Corte Costituzionale, per cui la Commissione non doveva assumere una determinazione retroattiva riferita alla precedente delibera della giunta comunale di settembre, ma doveva solo verificare che il Comune di Pizzo (nel rideterminarsi per adeguarsi al nuovo assetto normativo susseguente alla dichiarata illegittimità costituzionale della legge in questione) avesse rispettato i vincoli di equilibrio contabile, imposti agli enti locali dissestati".

Il Consiglio di Stato, inoltre, invita di fatto il Ministero dell'Interno a prendere provvedimenti a favore dei lavoratori ricorrenti, tant'è che lo stesso difensore si è messo subito al lavoro per sollecitare l'intervento delle amministrazioni interessate. Ora la palla, nell'attesa dell'udienza di merito, passa al Comune di Pizzo, il quale non è costituito nel procedimento avanti al Consiglio di Stato, ma che dopo questa ordinanza dovrà attivarsi presso la commissione nell'interesse dei lavoratori