E' iniziato mercoledì presso la chiesa di San Sebastiano di Pizzo Calabro il triduo di preparazione della dedicazione del complesso parrocchiale “Risurrezione di Gesù”; l'evento culminerà sabato con la consacrazione della nuova chiesa a cura del vescovo della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, monsignor Attilio Nostro.

Nel cammino di spiritualità don Salvatore Santaguida, in un’intensa tre giorni, accompagnerà i fedeli in un percorso intriso di fede per rinsaldare il patto con Dio anche nella nuova chiesa, fermo restando che "Chiesa- ha rimarcato il sacerdote - non è la struttura bensì la comunità che la vive e l’edificazione della nuova chiesa deve essere espressione di unità e comunione". Intenso l’intervento di monsignor Filippo Ramondino, il quale ha incentrato la sua catechesi sulle “pietre vive” per essere costruttori e ricostruttori del Regno di Dio. "Il cristiano - ha evidenziato monsignor Ramondino - prima di essere maestro è testimone, personalmente e comunitariamente. E San Pietro nella sua prima lettera ci offre un’ immagine plastica dell’identità del cristiano". Ha evidenziato, poi, che chi ascolta le parole di Gesù e le mette in pratica sarà simile ad un uomo saggio, ma se non lo farà sarà un uomo stolto. La chiesa non è il regno ma la fase per il Suo regno; designa il popolo che Dio convoca e raduna da tutti i popoli della terra per farne tempio dello Spirito Santo. "Avere fede salda-ha spiegato monsignor Ramondino-, non è una rassicurazione contro le prove: il Signore non protegge dal dolore ma nel dolore e nella sofferenza. Come tanti mattoni formano la chiesa materiale, così ciascuno di noi forma la Chiesa visibile di Cristo. E dove c’è un cristiano c’è tutta la Chiesa".