L’operazione ha permesso di rilevare un nuovo metodo, adottato dalle organizzazioni criminali calabresi, per l’estrazione della cocaina dai container

Quasi 400 chili di cocaina purissima sequestrati e nove membri dell'equipaggio della nave portacontianer "Rio de Janeiro" fermate dai militari del Comando provinciale della Guardia di finanza di Reggio Calabria. Sono i numeri della brillante operazione finalizzata al contrasto del traffico internazionale di sostanze stupefacenti che ha portato al sequestro nelle acque antistante al porto di Gioia Tauro di 385 chilogrammi di cocaina.

Nuovo metodo. L’operazione, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria e dalla Procura di Palmi è stata sviluppata con il  fondamentale apporto della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga ed ha permesso di rilevare un nuovo metodo, adottato dalle organizzazioni criminali calabresi, per l’esfiltrazione della cocaina dai container in arrivo a Gioia Tauro. In particolare, a seguito di specifiche analisi investigative, si riteneva verosimile che la motonave “Hamburg Sud - Rio De Janeiro” , in arrivo il giorno 19 ottobre al Porto di Gioia Tauro avrebbe potuto trasportare un rilevante carico di cocaina. Si procedeva, pertanto, a preparare le normali procedure di controllo dei container, una volta che motonave avrebbe attraccato al porto ma, in tale occasione, veniva, attivata la componente aeronavale del Corpo della Guardia di Finanza e, in
particolare, il Comando Operativo Aeronavale (COAN) di Pratica di Mare ed il Reparto
Operativo Aeronavale (ROAN) di Vibo Valentia, i quali si avvalevano – nell’occasione –
anche del prezioso e tempestivo supporto del Centro di Coordinamento Internazionale di
Frontex che coordina l’operazione congiunta “Triton 2016” al fine di “monitorare” la nave
nel corso della sua navigazione nel Mar Tirreno.

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Controllo e monitoraggio. Nel contempo, veniva accertata la rotta della menzionata motonave, risultante battente bandiera tedesca ed il suo effettivo arrivo presso il porto di Gioia Tauro, proveniente dal porto di Valencia (Spagna). Veniva, inoltre, acquisita la lista dei membri dell’equipaggio, costituita da 24 nominativi. Le attività di monitoraggio della cargoship, coordinate dal ROAN di Vibo Valentia in cooperazione con il ROAN di Palermo, hanno comportato l’impiego di un Guardacoste e 4 vedette veloci a partire dalla tarda serata del giorno 18.

Il blitz. L’ombreggiamento della motonave iniziava a nord di Ustica, a cura del ROAN di Palermo e proseguiva a cura del ROAN di Vibo Valentia, consentendo, alle unità navali di quest’ultimo reparto, di rilevare intorno alle 07.40 del 19.10.2016 la presenza, sulla scia della nave ed a circa 16,5 miglia dal porto di Gioia Tauro, di oggetti galleggianti che risultavano essere 17 borsoni, legati tra di essi con una sagola e retti da alcune boe - costituite da taniche di plastica vuote di colore verde e blu - verosimilmente lanciati dalla citata nave da personale dell’equipaggio. I borsoni, oltre alle taniche, venivano recuperati dall’equipaggio della motovedetta. I successivi accertamenti evidenziavano che all’interno degli involucri erano complessivamente occultati 350 panetti di cocaina del peso complessivo di Kg. 385, conseguentemente sottoposti a sequestro.

nave-rio-de-janeiroLa perquisizione. Una volta attraccata al porto di Gioia Tauro la nave portacontainer, militari del Nucleo di Polizia Tributaria di Reggio Calabria, del Gruppo di Gioia Tauro e del ROAN di Vibo Valentia hanno tempestivamente radunato in plancia tutti i 24 membri dell’equipaggio, i quali sono stati conseguentemente sottoposti a perquisizione d’iniziativa, personale e delle rispettive cabine, ex art.103 D.P.R. 309/90, al fine di raccogliere ogni elemento di interesse investigativo finalizzato all’individuazione di soggetti, membri dell’equipaggio, coinvolti nell’illecito traffico. Venivano ricercate, rinvenute e conseguentemente sequestrate due taniche dello stesso tipo e colore di quelle utilizzate quali galleggianti per i 17 borsoni rinvenuti in mare.
Le articolate attività di p.g. consentivano di raccogliere valide fonti di prova nei confronti di
n. 9 soggetti, appartenenti all’equipaggio della nave.

I fermi.  Alla luce delle risultanze investigative, si procedeva, in costante coordinamento con la competente autorità giudiziaria, al fermo di polizia giudiziaria di nove persone tutte di nazionalità Kiribati (EE):

1. BURATAAKE Teisi, nato il 19/02/1984 a Suva (KIRIBATI) - marinaio scelto;
2. TIOTI Iotaake, nato il 28.10.1972 a Tarawa (KIRIBATI) - marinaio scelto ;
3. KAKIAMAN Kabwebwenibeia, nato il 12/10/1985 a Tarawa (KIRIBATI) - assistente di
navigazione;
4. KARUTAAKEA Mareweata, nato il 09/12/1989 a Tarawa (KIRIBATI) - marinaio;
5. KINIBURA Teata, nato il 08/02/1986 a Tarawa (KIRIBATI) - marinaio;
6. KIRABUKE Bakitua, nato il 04/08/1962 a Nikunau (KIRIBATI)- marinaio scelto;
7. KORAUBARA Ataua, nato il 13/03/1984 a Nauru (KIRIBATI) - marinaio addetto alle
macchine;
8. TAWANGA Otia, nato il 06/06/1990 a Tabiteuea (KIRIBATI) - marinaio scelto;
9. TIAON Buranibeia, nato il 23/03/1973 a Butaritari (KIRIBATI) - marinaio scelto.

Fermi convalidati. I fermati sono stati tradotti presso la casa Circondariale di Palmi a disposizione della Procura della Repubblica di Palmi, autorità giudiziaria competente per la convalida degli atti. Al riguardo, su richiesta del Pubblico Ministero, il gip di Palmi ha confermato l’impianto accusatorio, convalidando tutti i fermi di polizia giudiziaria.