Sanità vibonese: sindaci e Asp a confronto per riscrivere la mappa delle guardie mediche
Un comitato ristretto revisionerà il piano di riorganizzazione delle postazioni. Il commissario Sestito propone incentivi economici e il reclutamento di medici in pensione
La controversa riorganizzazione delle postazioni di continuità assistenziale nel Vibonese subisce una frenata e si avvia verso una delicata fase di riscrittura. È questo l'esito principale della conferenza dei sindaci svoltasi a Palazzo ex Enel, presieduta da Salvatore Fortunato Giordano, che ha visto il debutto ufficiale del neo commissario dell’Asp, Angelo Vittorio Sestito, affiancato dal direttore sanitario Ilario Lazzaro e dalla dirigente Maria Grazia Vavalà.
Al centro del dibattito, la delibera lasciata in eredità dalla gestione prefettizia che prevedeva tagli e accorpamenti basati esclusivamente su criteri chilometrici. Le forti pressioni dei primi cittadini hanno convinto il management aziendale a istituire, già dalla prossima settimana, un comitato ristretto che avrà il compito di integrare il piano con nuovi indicatori: non più solo distanze fisiche, ma anche volumi di accessi degli utenti e oggettive difficoltà legate alla precaria viabilità del territorio.
Per far fronte alla cronica mancanza di camici bianchi, il commissario Sestito ha annunciato una linea d'intervento basata su leve economiche e reclutamento straordinario. Tra le proposte: bonus per rendere più attrattive le postazioni periferiche, avvisi pubblici rivolti a medici già a riposo o liberi professionisti e coinvolgimento degli specializzandi, una soluzione caldeggiata anche dal sindacato Snami, rappresentato dal dottor Matteo Burello, il quale ha citato l'efficacia di simili misure già adottate con successo nella vicina provincia di Catanzaro.
Nonostante l'apertura al dialogo, la seduta ha registrato momenti di tensione. Se da un lato il deputato Giuseppe Mangialavori e il consigliere regionale Vito Pitaro hanno seguito l'evolversi della concertazione, dall'altro alcuni sindaci mantengono una linea dura.
Mentre Sestito ha chiarito che la delibera non sarà revocata ma "migliorata" per evitare vuoti normativi, il sindaco di San Gregorio d’Ippona, Pasquale Farfaglia, si è detto pronto alla battaglia legale: senza una revoca immediata del piano di riorganizzazione, il ricorso al Tar appare come un'ipotesi più che concreta per tutelare il diritto alla salute dei cittadini nelle aree più isolate.
