Rifiuti radioattivi nell'ex Cgr di Vibo, il Comune: "Sito è in sicurezza"
L'amministrazione comunale, nello specifico il sindaco Maria Limardo e l'assessore all'Ambiente Vincenzo Bruni, alla luce di quanto venuto alla luce sull'area ex Cgr di Porto Salvo, hanno ritenuto necessario fare una serie di chiarimenti, a seguito dell’incontro tra lo stesso assessore all’Ambiente Vincenzo Bruni, l’assessore alle Attività Produttive (Avv. Domenico Francica), i consiglieri comunali Schiavello e Pisani e un nutrito gruppo di cittadini di Porto Salvo.
"Si premette che, successivamente al sequestro giudiziario dell’area ex CGR interessata dall’abbandono di rifiuti urbani, rifiuti speciali non pericolosi e pericolosi, tra i quali delle sostanze radioattive, più propriamente denominate sorgenti orfane - si puntualizza nella nota - l’Amministrazione Comunale di Vibo Valentia ha immediatamente avviato le procedure amministrative di competenza, per come contemplato dal T.U.A. (Testo unico ambientale), finalizzate alla rimozione dei rifiuti rinvenuti nell’area in questione".
Il provvedimento amministrativo. "Dopo una settimana dalla notifica del provvedimento di sequestro, infatti, è stato notificato al proprietario dell’area l’avvio del procedimento a finalizzato alla rimozione dei rifiuti urbani e speciali non pericolosi, cui è seguito - allo scadere dei termini di legge - la conclusione del procedimento e infine (23.12.2020) l’Ordinanza di Rimozione dei rifiuti - si precisa solo rifiuti urbani, speciali pericolosi e non pericolosi diversi dai rifiuti radioattivi, per i quali è prevista una procedura più complessa che coinvolge altri enti ed amministrazioni (Prefettura, Regione, Provincia, Arpa-Cal. ecc…) - con la quale è stato tra l’altro dato avviso che, in caso di inosservanza si procederà alla rimozione con esecuzione in danno nei confronti dei responsabili –. Tale attività, è bene precisare, potrà essere avviata al termine degli accertamenti e operazioni tecniche necessarie e previa autorizzazione dell’Autorità giudiziaria".
Le scelte. E ancora, il 3 giugno 2020, è stata informata l’Amministrazione Provinciale di Vibo Valentia, per i provvedimenti di competenza, ovvero sia quale autorità competente in materia di bonifica dei siti contaminati. In questa sede, ciò che preme evidenziare è che le sorgenti orfane, ovvero sia il materiale radioattivo, è stato opportunamente rimosso dalla matrice ambientale (suolo-sottosuolo), sigillato e messo a dimora secondo specifiche procedure e operazioni tecniche messe in atto dal personale ARPACAL. e Vigili del Fuoco, in attesa della definitiva rimozione e trasferimento presso strutture idonee. Pertanto, all’esito delle attività disposte dalla Procura della Repubblica di Vibo Valentia e dalla Prefettura, e del lavoro meritorio portato a termine con competenza e professionalità dal personale Arpacal e del comando provinciale dei vigili del fuoco, si ritiene di poter assicurare la cittadinanza - concludono sindaco e assessore all'Ambiente - sulla messa in sicurezza del sito e dunque sull’assenza di pericolo per la salute pubblica".
