Non sarà certamente il milione richiesto dalla Regione come conguaglio al piano tariffario per il conferimento dei rifiuti nelle annualità 2016 e 2017 a poter fare la differenza in un Comune affossato dai debiti e dalle inchieste giudiziarie, a rischio costante di commissione d'accesso antimafia, come quello di Vibo Valentia. Quel milione di euro, quasi si perde nel mare magnum di decenni di sprechi e di gestione allegra della finanza pubblica. Tanto che le parole rischiano di risultare inutili e dannose quando a parlare sono i numeri. E lo scaricabarile finisce per essere considerata niente più che un tentativo della politica di sollevarsi da ogni responsabilità.

Il Comune sta pagando alla Regione in comode rate mensili per complessivi cinque anni quattro milioni di euro per il conferimento della spazzatura negli anni 2015-2016; a questi si aggiungono ulteriori 36mila euro mensili che vengono sborsati dall’Ente sempre sul fronte della spazzatura. Non va meglio per quel che attiene al canone idrico.

L’organo straordinario di liquidazione che alberga indisturbato da sei anni nella città capoluogo ha transato 3,1 milioni di euro a fronte di un debito di otto milioni non pagato alla Cittadella. A questo si aggiunge un contenzioso per oltre due milioni con un privato, risalente al 1994, per un esproprio di terreni in località Bitonto. Un’altra picconata dalla quale difendersi. E non finisce qui, perchè il Comune ha pensato bene di fare un mutuo da 700mila euro per completare il nuovo teatro. E infine, ma non per ultimi, ci sono 800mila euro da restituire al Viminale per i “famosi” sbarchi dei migranti. Dinanzi a questi debiti e a queste voragini, un milione di euro in più quasi non fa rumore